All’Edicolè di Giugliano si sono svolti altri due appuntamenti letterari, mercoledì è stato presentato “Accade quei giorni” (Edizioni Graus). Un testo la cui prefazione è stata scritta dal Cardinale Crescenzio Sepe, sono intervenuti: Don Fernando Angelino, direttore diocesano della facoltà di scienza religiose di Aversa, Ermanno Vasca, ricercatore e docente all’Università degli studi di Salerno, Alfonso Ferraro, francescano, psicologo e psicoterapeuta.

Si tratta di un testo che stimola ad avvicinarsi al Vangelo. Un fluire di sentimenti profondi e personali che tira fuori l’intimo dei personaggi coinvolti, creando un’emozione e un’empatia in chi legge. E’ come vivere in prima persona quei fatti, provando quelle stesse gioie e quelle stesse angosce dei personaggi. Un linguaggio semplice, ma profondo, trascinante, coinvolgente. Un libro che parla al cuore, romanzato per certi versi ma "reale", dettato dalla fede e che suscita fede. L’autore, Tommaso Cuciniello, è il parroco della chiesa di Sant’Anna a Giugliano, è diplomato in teologia biblica presso la facoltà teologica dell’Italia Meridionale e docente di Sacra Scrittura all’istituto di Scienze Religiose S. Paolo Aversa e docente di Religione Cattolica al liceo classico “CARTESIO” di Giugliano. Ha pubblicato nel 1999 “Caro Gesù’ Bambino” e “ Anna, tibi Templum” edizioni Escuela. Il giorno successivo invece c’è stata la presentazione di: “’A Terza Guerra Mondiale – Gli uomini contro le loro metà sbagliate”. All’incontro, moderato da Pino Imperatore, sono intervenuti Francesco Di Domenico e Giovanni Nurcato, poi ci sono state le letture di Giuseppe Chierchia, Maria Rosaria Riccio e Simona Valentino. Il libro di Puca è edito dalla Kairos, parla di una terza guerra mondiale, personalizzata e napoletanizzata, quella che ogni giorno scoppia in tante case, in tutto il mondo, tra uomini e donne. Guerra di cui i bambini sono vittime innocenti e attraverso questa rappresentazione hanno deciso di farlo notare ai grandi, a quelli che vivono troppo velocemente per fermarsi a riflettere e che, senza rendersene conto, calpestano il diritto dei figli ad una vita serena e gioiosa. Diciamo che raccontata così può sembrare una tragedia anziché una commedia, ma … ‘a terza è l’unica guerra che vi farà morire dal ridere, grazie anche alla straordinaria bravura dei baby attori, e attraverso il sorriso, cercherà di far “partorire” nel lettore-spettatore delle riflessioni, ponendolo di fronte ad un palcoscenico per specchiarsi e guardarsi dentro, per ridere di sé stesso, delle proprie manie, ansie, esagerazioni, al fine di fargli recuperare il senso della misura.

Di red