Lunedì mattina a Casacelle c’è stato il primo ciak del cortometraggio "La partita di biglie", una storia di riscatto sociale nella periferia di Napoli (anche se ciò non deve contribuire a far ritenere il giuglianese periferia della città partenopea). Gli interpreti di questo corto sono Patrizio Rispo e Daniela De Nuntis, insieme con venti baby protagonisti. Due sono volti che interpretano il personaggio principale (nell foto alcuni componenti del cast):

Manuel Loffredo, 10 anni, in età infantile, e Gennaro Limatola, 15 anni, per l’età adolescenziale. "Il Cinema e l’arte in genere- ha detto Patrizio Rispo- servono a sensibilizzare i giovani a cambiare strada". Il progetto, nato da un’idea di Mara D’Onofrio, scritto in collaborazione con Marina Loi, entrambe docenti del Dams di Roma, ha trovato il sostegno del Ministero dei beni culturali, della Terza università di Roma e dell’assessorato ai servizi sociali del Comune di Giugliano, oltre alla collaborazione della Film Commission. Il film è prodotto da Giovanni Brusatori per la società "Play world film theatre", con l’organizzazione di Vincenzo Ferraro. Sarà una storia di riscatto sociale, con un messaggio positivo. Così hanno voluto i ragazzi detenuti a Nitida (dove si giererà il prossimo episodio), coinvolti nella stesura del finale del cortometraggio. "La partita di biglie" racconta la storia di un bambino che, per aiutare la famiglia, finisce per commettere piccoli reati: da un gesto d’amore quindi finisce per prendere la strada sbagliata. Ma quella che racconterà Giugliano è una storia di riscatto. "Abbiamo coinvolto i ragazzi che sono stati detenuti nei centri minorili- aggiunge Mara D’Onofrio- per farci raccontare come vedono il loro futuro alla fine del percorso di recupero". La realizzazione del corto rientra in un progetto formativo, e i giovani detenuti a Nisida sono stati coinvolti grazie alla disponibilità del direttore Gianluca Guidi ed alla collaborazione di Gaetano Di Vaio dell’associazione "I figli del Bronx".

Di red