(4 ottobre)Gli inquirenti ritengono con assoluta certezza che ad uccidere l’altro ieri, Lorenzo Riccio, 47 anni di Parete, impiegato in un’agenzia di pompe funebri situata in via dell’Oasi del Buon Pastore, a Giugliano, sia stata la camorra. Indagano i carabinieri del comando territoriale di Castello di Cisterna, la certezza nasce dal tipo di armi usate per la spedizione di morte, pistole e kalashkinov e le modalità dell’ esecuzione,
tipicamente camorristiche. Tuttavia non è chiaro se a compiere l’omicidio siano stati I Mallardo che dominano nel giuglianese e o “vicini” Casalesi che guerreggiano nella vicina zona Aversana e sul Litorale Domitio. Si ipotizza la mano dei “Casalesi”, perché il titolare dell’impresa dove Riccio lavorava, tra il ’94 e il ’95 nell’ambito di un processo sul racket del ‘caro estinto’ aveva testimoniato contro i Casalesi. Una vendetta tardiva come quella che ha portato all’assassinio di Domenico Noviello.