Gli allevatori bufalini si ritengono danneggiati dalla pellicola “Biutiful Cauntri” ed annunciano azioni legali. Il presidente dell’Associazione Nazionale Allevatori Specie Bufalina, Raffaele Garofalo, dopo aver visionato il film-documentario ha dichiarato: “ Sono profondamente deluso e amareggiato dal contenuto del film, che pure ha ricevuto un premio al Torino Film Festiva di quest’anno, perché ne esce un quadro della zootecnia della Campania che non è aderente al vero, il danno di immagine reso dal film a tutto il settore allevatoriale della Campania è enorme.

Garofalo in particolare sottolinea come “Non si può ridurre il quadro complesso e articolato della zootecnia di una regione grande e profonda come la Campania alla sorte di una famiglia di allevatori che ha pascolato le pecore in una zona industriale, che per forza di cose era o comunque poteva essere sospetta di inquinamento”. Quanto alle immagini che riguardano l’allevamento bufalino Garofalo attacca: “Si inquadrano rifiuti ben distanti da un allevamento brado di bufale, immerse nei caramoni (le tipiche vasche in terra dell’allevamento brado), dei quali si ignora la natura, e si qualifica tout court la bufala come un animale che pascola nei rifiuti e la mozzarella come un prodotto inquinato, è una semplificazione della realtà assolutamente inaccettabile.”"Biutiful Cauntri", è un documentario-denuncia di Esmeralda Calabria, Andrea d’Ambrosio e Peppe Ruggiero che descrive la cosiddetta emergenza rifiuti in Campania, arriverà in sala venerdì distribuito da Lumiere & Co. Nel film si vedono allevatori che assistono alla moria delle proprie pecore per la diossina, un educatore ambientale che lotta contro i crimini ambientali, contadini che coltivano le terre inquinate.

Di red