Brutta battuta d’arresto per il Mediocasa Giugliano. Stavolta, a violare il Palazzetto di via Casacelle è il Down Town, che beneficia del recente avvicendamento alla guida tecnica (Nigriello rileva Toticone) e conquista due punti di platino utili per la rincorsa alle posizioni tranquille della graduatoria. Tuttavia, a penalizzare in maniera decisiva il Mediocasa, al di là dei propri effettivi demeriti, è stata una direzione di gara aspramente criticata dai locali:

ben cinque falli tecnici fischiati dagli arbitri contro i gialloblu (quasi tutti estremamente dubbi), l’espulsione del tecnico Antonio Barbuto ed alcune situazioni interpretate in maniera cervellotica hanno contribuito a scavare un solco di sette lunghezze in una partita strana, giocata dalle due squadre esclusivamente all’attacco trascurando, e non poco, la fase difensiva. Lo stesso punteggio finale (107-114) è lì a testimoniarlo. Una gara in cui, in ogni modo, il Mediocasa ha palesato i soliti errori di precisione al tiro e sotto le plance. A parziale giustificazione della sconfitta, oltre alla discutibile direzione arbitrale, anche le non perfette condizioni fisiche di capitan Zonda e di Ennio Moretti, quest’ultimo sceso in campo stringendo i denti e comunque impiegato con un minutaggio estremamente limitato. La cronaca: sin dalle prime battute si ha la sensazione di una gara all’insegna dell’equilibrio. Provano dapprima i padroni di casa a scappare, portandosi in breve sul 18-11 grazie all’ottimo impatto sulla gara del rientrante Nicola Renzi, per poi lasciare spazio al ritorno dei partenopei che dopo essersi portati sulla parità a quota 20 (tripla di Cusitore), terminano il primo parziale sotto di una sola lunghezza, dopo la tripla di Moretti del 25-24. Equilibrio che prosegue anche nel secondo parziale, con le due squadre sempre a ricorrersi nel punteggio per poi chiudere sulla parità a quota 52. Tornati in campo dopo l’intervallo lungo, per i gialloblu si spegne la luce. In tutti i sensi. Già, perchè nei primi minuti del terzo quarto il Down Town prova a scappare innestando le marce alte (parziale di 13-2 e 65-54), con i gialloblu vittime della sfortuna (troppe conclusioni che hanno ‘ballato’ sul ferro). Poi, la corrente al Palazzetto di Via Casacelle viene a mancare per davvero, a 2’43’ dalla fine del quarto sul punteggio di 61-71. Dopo una ventina i minuti, la luce finalmente torna. Non per i gialloblu: errori in serie e avversari che scappano ancora fino al +18 parziale (63-81). Al ritorno in campo, la reazione dei gialloblu c’è ed è rabbiosa. Zonda veste finalmente i panni del leader, l’aggressività del gioco aumenta in maniera esponenziale, con la stessa percentuale al tiro che migliora, sia pur leggermente. La reazione del Mediocasa ha come riscontro concreto una rimonta che si arresta al -4, frenata dalla precisione al tiro degli ospiti (Grassitelli e Cusitore sugli scudi), dalle contestate decisioni arbitrali e dalla propria scarsa concretezza sotto le plance con alcuni canestri facili falliti, colpi mortali per il morale di una squadra impegnata in una difficile rimonta. Rimonta che, per un attimo, era sembrata possibile. Nota di merito per il pubblico di casa, caloroso e corretto come non mai, che non ha mai smesso di incitare la squadra anche quando si trovava sotto quasi di venti lunghezze. Paolo Bordino

MEDIOCASA GIUGLIANO – AUTOSTOP DOWN TOWN 107-114
Parziali: 25-24; 52-52; 63-81; 107-114
 
MEDIOCASA: D’Alterio 8, Zonda 13, Renzi 6, Annunziata 13, Carbone, Ciullo 11, Di Febbraio 23, Acanfora, Pistocchini 25, Moretti 7. Coach: Antonio Barbuto. Coach assistant: Roberto Galdiero
AUTOSTOP DOWN TOWN: Grassitelli 31, Ummarino 14, Pietrosanti 2, Cusitore 21, Rajola Pescarini 1, Mariniello 6, Greco 4, Esposito W. 12, Esposito F. 8, Mangiapia 15. Coach: Antonio Nigriello. Coach assistant: Giampaolo De Bonis.
ARBITRI: Tellone di Marcianise – Rinaldi di S. Nicola la Strada
NOTE: spettatori 200 circa; usciti per cinque falli Zonda (G), Pistocchini (G), Esposito F. (D); Espulso nel corso dell’ultimo quarto il coach del Mediocasa Giugliano Antonio Barbuto.