Gli attivisti politici del Partito Democratico di Aversa forse non se ne sono resi conto ma hanno fatto una cosa importante, un qualcosa che nelle dinamiche da piccolo cabotaggio della “politichina” aversana costituisce una rivoluzione: hanno detto no ad un consigliere provinciale di quell’ente provincia di Caserta, il medico Rodolfo Parisi, ed hanno eletto loro segretario il docente Mariano D’Amore, che prima di approdare all’attuale carica era assessore al Comune di Giugliano.

Le dinamiche che hanno portato all’elezione di D’Amore certamente saranno altre, sicuramente loro non hanno pensato alla decasertanizzazione del nostro territorio, l’esito del loro voto risiede sicuramente nelle piccole faccende dell’attivismo politico nostrano, ma è rilevante il fatto che è stato bocciato un aversano qual è Parisi che, eletto in quell’Assise casertana non si è impegnato affinché quella istituzione venga smantellata o comunque posta al di fuori del nostro territorio, avallando silentemente l’esistenza di quell’ente che ci è imposto per legge. Un’istituzione che non rispecchia il sentimento democratico del nostro popolo, elemento che sembra sfuggire a questi “politici” locali che non hanno nemmeno il pudore ci celare la loro “filo casertanità”. Parisi, come spesso capita ai tantissimi collaborazionisti casertani, ha dimostrato il suo sentirsi casertano anche quando contestando l’esito della votazione, a mezzo stampa ha minacciato di rivolgersi agli organi casertani del partito, è tipico di molti di quelli che stanno nella politica aversana, non si sentono appartenenti ad una realtà importante meritoria di avere rapporti con i leader nazionali, lui anziché chiamare Veltroni, ha chiamato quelli lì a Caserta, offendendo così anche in nostri vicini di Crispano, Villa di Briano, San Marcellino ecc. . E’ inutile che questi filo casertani obiettino che per adesso facciamo “parte della Provincia di Caserta”, non rispettare l’ingiusto primato di Caserta, dev’essere anche un coraggio dei comportamenti politici di tutti i giorni, bisogna far sentire nelle quotidianità l’estraneità di Caserta, altro che storie. Se paradossalmente D’Amore, per perorare la sua causa, si rivolgesse ad un politico giuglianese, sicuramente farebbe meglio: prima perché parlerebbe con chi vive nel nostro territorio, poi perché Giugliano è una grande città di 110 mila abitanti, sicuramente conta qualcosa in più di Caserta anche a Roma. Il signor Parisi è “casertano” cosa ci fa ad Aversa?

Salvatore Pizzo