Il Tar della Campania ha accolto il ricorso, presentato da alcuni concessionari assistiti dal sindacato Sicon e dai legali Antonio e Claudio Lamberti, emettendo un provvedimento cautelare con il quale si intima ai Monopoli di Stato di sospendere il provvedimento di distacco dei concessionari – come informa un comunicato dell’Agicos inviato alle agenzie di stampa – fino al prossimo 21 settembre, quando sarà discussa l’istanza di provvedimento cautelare avanzata dal legale dei concessionari.

L’Agicos ricorda che i Monopoli avevano annunciato per domani il distacco, cioè la chiusura di quei concessionari che entro la data in questione non avessero provveduto a sistemare la propria posizione verso i Monpoli, in questo senso va ricordato che il termine per la presentazione delle fideiussioni per il rinnovo delle concessioni ippiche era scaduto il 28 luglio, mentre quello per le sportive il 9 agosto. Oltre a quello della fideiussione, che è la garanzia che i titolari delle concessioni offrono allo Stato anche in relazione alla particolare attività che svolgono, un altro controverso punto che riguarda moltissime agenzie ippiche è il mancato versamento delle quote degli incassi che spettano alle finanze, con quei soldi il sistema ippica si autofinanzia, che è un comparto in cui lavorano oltre 50 mila famiglie italiane (più della Fiat). Allevamenti, scuderie, ippodromi, e tutto quanto vi ruota intorno: producono, allevano ed organizzano corse di cavalli, permettendo allo stato di lucrare sulle scommesse da cui vengono attinti i premi che vengono conferiti ai vincitori ed ai piazzati nelle competizioni, e l’aggio agli ippodromi che mettono a disposizione le strutture, ma se le agenzie si trattengono il tutto, lucrando da sole sulle corse che vengono organizzate con il lavoro di altri, non si capisce come si pretenda che il sistema debba reggersi.

s.p.

Di s.p.