In alcune scuole milanesi si è arrivati a mettere dei psicologi a disposizione dei docenti vittime del cosiddetto bullismo, che in realtà è puro teppismo messo in atto da giovinastri mai educati dalle loro famiglie. Anziché mettere a disposizione uno staff di legali al fine di perseguire i comportamenti delinquenziali di certi giovani utenti, che minano il regolare svolgimento del servizio pubblica istruzione si pensa alla psicologia.
Questi personaggi quando hanno più 14 anni sino perseguibili come ogni cittadino, si cerca di trovare soluzione ad un problema di rispetto delle norme cercando rifugio in un settore che non è giudiziario. Insegnanti minacciati e offesi, umiliati e filmati con i telefonini, sono dei pubblici ufficiali e devono agire in quanto tali, non denunciare significa omettere un proprio atto dufficio, un pubblico ufficiale ha lobbligo e non la facoltà di farlo. Lamministrazione scolastica deve agire contro i giovani teppisti in sede civile e penale, e quando si tratta di minori deve farlo anche nei confronti delle famiglie, bisogna che inizino a versare risarcimenti per i danni arrecati non solo alle cose ma anche alle persone, e quando occorre anche condannati penalmente. Il codice penale deve valere anche per gli studenti, dopo i 14 anni non sono più dei bambini sono giovani utenti di un servizio pubblico e come tali vanno trattati, i parenti che coprono condotte penalmente e civilmente perseguibili sono complici. Specie quando si tratta di famiglie cosiddette perbene, che spieghino nelle aule giudiziarie la conformità allordinamento di certe azioni, è ora che gli insegnanti iniziano a potare le persone in Tribunale.
Salvatore Pizzo