Tra Argentina e Italia è scoppiata la “Guerra del Prosciutto”. Il giro di vite della politica protezionistica del governo di Buenos Aires ha investito anche l’import di prodotti suini: a seguito dell’accordo sottoscritto dalla Segreteria del Commercio Interno con i produttori nazionali di carne suina niente più Prosciutto di Parma e San Daniele sulle tavole degli argentini.
Una misura che punta a proteggere il prodotto interno argentino e a frenare l’uscita di valuta dal Paese. Ma secondo la World Organization for International Relations (WOIR) le restrizioni alle importazioni dell’Argentina violano le regole del commercio internazionale e devono essere subito rimosse. L’Argentina secondo le stime della WOIR rappresenta meno dell’1% dell’export dei prosciutti made in Italy, ma avendo l’Argentina forti legami con l’Italia il mercato argentino resta un importante mercato d’immagine. La WOIR ribadisce quindi la propria posizione a favore del libero mercato e del commercio fondato su regole formali e sulla loro conseguente applicazione.
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Occhio su Parma
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Numerosi cittadini campani consumatori dei prodotti dell’industria parmense, interessati alla realtà di Parma, ci hanno chiesto di fornire un’informazione minima inerente anche la città e la provincia ducale, noi ci proviamo specificando che non abbiamo preclusione di dialogo nei confronti di alcuno. Siamo ben consapevoli che tantissimi sono i nostri conterranei che sono elettori a Parma e provincia, altri pur non vivendo nel Parmense sono clienti delle aziende che producono nel territorio ducale, questi fattori saranno la stella polare della nostra sinergia. Consapevoli che la nostra area territoriale di riferimento “Aversa – Giugliano” è tra le più densamente popolate d’Europa, se non del mondo, che interessa molto a chi opera nei vasti mercati.