I pendolari dell’espresso 830 sono stati abbandonati dalle istituzioni, lo scorso giugno, esasperati, per far sentire la loro voce occuparono la stazione ferroviaria di Roma Tiburtina creando pesanti disagi a tutto il traffico ferroviario. Fino ad allora i pendolari di questo treno che ogni fine settimana parte da Salerno per arrivare a Milano Centrale, erano stati aiutati dalla Regione Campania,

la quale facendosi carico di un’integrazione, che consentiva ai lavoratori che il sabato e la domenica scendono dal nord per incontrare le famiglie, di pagare il viaggio 15 euro, ma all’improvviso la Regione ha deciso unilateralmente di interrompere questo intervento sociale, gettando nella disperazione quanti sono emigrati forzatamente, soprattutto in Lombardia ed Emilia Romagna. Pagando il prezzo agevolato potevano salutare coniugi e figli dai quali si sono dovuti distaccare per poter lavorare, degli operai non possono permettersi di pagare il prezzo pieno così decine di bambini del Sud, vedranno i loro papà molto raramente, decine di famiglie saranno ancora più divise, grazie alla sordità dei politici. Lo scorso mese di novembre circa 400 pendolari hanno inviato una petizione alla Direzione regionale delle Ferrovie dello Stato, e per conoscenza al Ministro per la Famiglia Rosy Bindi ed al Presidente della Regione, ma nessuno gli ha mai risposto, il nostro giornale ha chiesto lumi alla regione ed alle Ferrovie. Trenitalia ha risposto che non si “ritiene l’interlocutore giusto, essa applica le tariffe vigenti, qualsiasi intervento sociale – fanno sapere – è di competenza delle istituzioni”, per adesso da Napoli non arriva nessuna risposta, saranno affaccendati in altre faccende.

Salvatore Pizzo

Questo il testo della petizione:

Il problema dell’occupazione al Sud è ormai cosa nota, numerose famiglie sono costrette a vivere nella precarietà e nell’indigenza. C’è chi invece cerca un “riscatto” cercando lavoro altrove. Ecco perché ogni domenica sera migliaia di lavoratori cosiddetti “pendolari campani”, si spostano verso il Nord del Paese pr permettere alle proprie famiglie una se non proprio agiata quanto meno dignitosa. Fino a qualche mese fa esisteva una convenzione stipulata tra la Regione Campania e Trenitalia che dava diritto a tutti coloro che risiedono al Sud ma lavorano al Nord, al rilascio di una credenziale per fruire di un particolare sconto. In seconda classe e su determinati treni, partendo dal Nord il venerdì o sabato e rientrando la domenica sera con alcuni convogli, si spendeva 15 euro per ogni viaggio. Un vero e proprio sostegno alle famiglie, soprattutto se si considera che lo stipendio medio dei pendolari diretti a Nord è di 100euro. La convenzione, purtroppo, è stata soppressa a partire dal 1 gennaio 2007, causando ulteriori disagi economici a tali famiglie. Questo, probabilmente, ha contribuito ad inasprire gli animi di quel 25 giugno 2007, quando fu occupata la stazione di Roma Termini con conseguenze sull’intera rete ferroviaria italiana. Dopo il blocco del 25 giugno 2007 è scoppiata una polemica tra Trenitalia e Regione Campania. La prima afferma di non aver mai ricevuto alcun rimborso per tali credenziali, la seconda si giustifica di non aver mai ricevuto alcuna richiesta di rimborso. E’ evidente che le conseguenze di tutto ciò son pagate ancora una volta dai lavoratori del Sud, doppiamente penalizzati, sia per la mancanza di lavoro, che per l’impossibilità di un ricongiungimento familiare a fine settimana. Il ripristino della credenziale regionale ci appare come l’unica soluzione, tenendo conto che il problema riguarda migliaia di famiglie. Certi di un favorevole accoglimento si porgono cordiali saluti.