Marcia indietro del governo, le piccole scuole non chiuderanno, ritirato il piano di dimensionamento scolastico
Il governo ha fatto marcia indietro, ha ritirato il provvedimento con il quale stabiliva che le piccole scuole con meno di 50 alunni dovranno chiudere, ma il rischio non è stato del tutto eliminato la chiusura, per adesso, è stata rinviata di un anno. Almeno momentaneamente si è evitato il rischio che i piccoli comuni italiani rimanessero senza scuole, favorendo non solo lo spopolamento ma la latitanza dello Stato, perché, spesso laddove non c’è nemmeno la caserma dei Carabinieri la scuola è l’unica presenza dello Stato. Il piano di ridimensionamento degli istituti scolastici prevedeva addirittura il commissariamento degli enti locali inadempienti. L’inversione di rotta è avvenuta dopo che il presidente della conferenza stato regioni, Vasco Errani, insieme a una delegazione dell’ufficio di presidenza e ai rappresentanti di Anci e Upi, ha avuto un incontro con i ministri per i rapporti con le Regioni Raffaele Fitto, dell’Istruzione Mariastella Gelmini e i sottosegretari all’Economia Luigi Casero e Giuseppe Vegas. Per le regioni resta invece aperta la questione dei tagli alla scuola su cui vogliono un confronto, i posti di lavoro tagliati di personale docente e non docente saranno oltre 141mila.
Salvatore Pizzo
Salvatore Pizzo