Le basi storiche. L’alimentazione è, di per se, una elementare funzione biologica. Nell’uomo, però, si carica di significati e simboli, fino a diventare un vero e proprio fatto culturale, che segue, nei secoli, l’evolvesi dell’assetto economico e dei bisogni della società, variandosi e complicandosi di pari passo con il variare e il complicarsi dei diversi aspetti della società stessa. Il modo di alimentarsi, sia alla storia e all’economia del popolo. Esso varia, però, da paese a paese, pur conservando alcune caratteristiche di somiglianza e di omogeneità nell’ambito di una certa area geografica.

Altra caratteristica del modello mediterraneo è la frequente e notevole presenza di legumi, altri ortaggi, verdure, frutta e grassi vegetali con il testa l’olio di oliva : tutti alimenti che danno un grosso contributo sia nell’integrare la qualità dell’apporto proteico assicurato dai cereali, sia, infine, nel fornire una quantità fisiologicamente adeguata di fibra alimentare.

La vita quotidiana: Seguire il modello alimentare mediterraneo nella vita di tutti i giorni vuol dire semplicemente utilizzare con regolarità i cibi della tradizione alimentare, ossia cibi che sono in Italia nel bacino marittimo in cui si pretende la sua penisola sono facilmente disponibili e che si prestano a essere preparati sia nelle semplici e gustose maniere che, in queste regioni, sono familiari da sempre, sia, come dimostrato dai migliori chefs anche in speciali ricette di alto valore gastronomico sul piano internazionale.

È fondamentale usare come condimento preferito l’olio di oliva, che rappresenta un grasso estremamente digeribile, capace di promuovere anche la digestione degli altri grassi, di dare gusto in piccole quantità grazie al suo intenso sapore, di stimolare l’intestino e la cistifellea e di svolgere azioni benefiche sia nell’infanzia che nella terza età. Fra l’altro, è ammissione comune che l’olio di oliva sia il grasso più sicuro per friggere e questo per una certa sua protezione naturale rispetto ai danni di calore e per il suo grado di saturazione particolarmente equilibrato, ossia la sua caratteristica di essere esente sia da eccessi in acidi grassi saturi, sia in acidi grassi polinsaturi.

Non va trascurata di consumare pesce con regolarità, con particolare attenzione al pesce azzurro, ( sarde , alici, sgomberi, tonno etc. ) questi pesci sono tipici del Mediterraneo e i loro pregi consistono in un gusto squisito, un elevato valore nutritivo, ma composizione in grassi particolarmente favorevole e un costo contenuto. Un altro pesce di ottimo gusto e qualità particolari, specialmente per quanto riguarda la componente grassa, è la trota, altro prodotto al quale il consumatore italiano dovrebbe rivolgesi più spesso.

È raccomandabile di completare abitualmente il pasto con verdura e frutta fresca. Fra i prodotti ortofrutticoli è bene integrare quelli ricchi di vitamina A ( carote, zucche, spinaci, bietole, albicocche, peperoni, meloni ) con quelli ricchi di vitamina C ( agrumi, fragole, pomodori, cavolfiori, broccoletti ). È buona norma cuocere le verdure nella minore quantità possibile di acqua, riutilizzandola poi ( come brodo o in altro modo ) per evitare di perdere preziose sostanze nutritive.

È consentito accompagnare i pasti con modiche quantità di vino, vale a dire quella che, fra le varie bevande alcoliche, è oggi giudicata come la più consigliabile, per i suoi valori itriseci, le sue azioni favorevoli per l’apparato cardiovascolare, le sue proprietà digestive e di integrazione del gusto. È scientificamente dimostrato che consumare vino durante i pasti, in quantità corrette e in dosi frazionate, è il modo ideale per limitare e rendere più fuggevoli le variazioni dei livelli di alcol nel sangue e, in definitiva, quindi, per godere al meglio degli aspetti positivi dell’alccol minimizzandone i rischi.

Eusebio ABBATE ( Aversa ) laureato in Economia Turistica
Presidente Onorario Feder Mediterraneo