Il Cardinale Sepe doopo aver saputo della morte di un giovanissimo rapinatore ucciso mentre tentava un colpo a Posillipo, secondo il Cardinale Crescenzio Sepe rappresenta la "conseguenza di un sistema di vita, che avrebbe bisogno di un risanamento delle condizioni familiari". Il prelato lo ha detto, a margine della presentazione di un’iniziativa promossa dall’Ordine di Malta e che prevede la realizzazione di una casa famiglia per i genitori dei bambini colpiti da malattie onco-ematologiche, in cura presso il Santobono ed il Pausillipon.

"C’e’ bisogno di una disciplina, che deve iniziare dai genitori, – ha aggiunto il Cardinale – vanno poi relazionate ad un sistema di occupazione ed alla realtà sociale. Gli ulteriori episodi di criminalità di questi giorni dovrebbero convincere tutti a non mollare, perchè questo e’ un terreno duro da dissodare. Il ripetersi di questi fenomeni deve farci sentire ancora piu’ impegnati in questa lotta contro il male, la camorra e tutto il sistema di violenza e sopraffazione che deve scomparire dalla faccia di Napoli, la città però non è morta, muore solo se la facciamo morire noi. Siamo noi -ha concluso il cardinale Sepe- che dobbiamo operare e per questo c’è sempre una possibilità. La speranza è il fondamento del vivere umano, civile e religioso”.

Di red