«Napoli non può morire, perché è centro di civiltà, di cultura, è centro di arte e di religiosità. Napoli non può morire perché Napoli ama la vita». Lo ha detto il cardinale Crescenzio Sepe nel corso di un incontro avvenuto qualche giorno fa a Marcianise nel casertano, dove ha presentato anche il suo libro: «Non rubate la speranza».

«L’ho scritto per raccontare un po’ la città con la quale sono stato a contatto in questi due anni della mia permanenza a Napoli – ha spiegato Sepe – e racchiude uno spaccato di vita, anche quella che sta scorrendo in questo momento, in questo centro commerciale. È il racconto di come Napoli vive la sua la vita, giorno per giorno, con i suoi drammi, le sue ombre ma soprattutto con le sue luci, le sue potenzialità. Ho voluto raccontare la vita dei giovani – ha continuato Sepe – di chi lavora, delle mamme e dei papà, dei disoccupati, dei miei sacerdoti, di tutti quelli che a Napoli si sentono impegnati, in questo momento, a testimoniare qualcosa di positivo davanti ad una situazione drammatica. Di quelli che devono avere la forza di seminare del bene spargendo semi di speranza, Abbiamo avuto da Dio un grande dono, una cosa che ci caratterizza, un vincolo di fraternità e di amicizia nonostante le grandi difficoltà, e questo è uno di quei motivi che devono spingerci a non arrenderci».

Di red