Il successo dell’edizione estiva del Carnevale di Villa Literno è un chiaro esempio di come le attività culturali possano essere il volano della nostra economia, mai prima d’ora si era pensato a fare in modo che quanti trascorrono le vacanze sul Litorale Domitio potessero essere attratti nei comuni dell’aversano, dove oltre a fruire di iniziative come quella liternese, si potrebbe offrire la fruibilità dell’immenso patrimonio artistico monumentale di cui siamo ricchi, tutto questo insieme al nostro grande patrimonio enogastronomico.

Altrove ciò sarebbe un fatto ovvio, in una zona come la nostra dovrebbe essere il core business dell’economia locale, invece qui impazza la quartino mania. L’unica cosa che i nostri “masti” sanno fare per guadagnare qualche soldo, sono solo agglomerati di palazzine (appartamenti che in realtà non hanno mercato e per questo invitiamo a non acquistare case nell’aversano). Questa mancanza di rispetto per il territorio, che stanno continuando a devastare, insieme all’incapacità di capire le dinamiche economiche ed all’umiliante casertanizzazione alla quale si prostrano i tanti amministratori locali nostrani, che si gongolano a considerarsi “gente della Provincia di Caserta, sono gli elementi principali della triste condizione. Ieri addirittura è circolato nella redazioni, un comunicato del Comune di Villa Literno dove si elogiava quell’entità, che non ci appartiene, la Provincia di Caserta, per il suo appoggio al Carnevale estivo. Non si capisce cosa c’entri la zona liternese dalle radici millenarie con Caserta, che è un capoluogo impostoci e che certamente non ci siamo scelti, anzi non si capisce perché quella località sia capoluogo. Risulta singolare che gli amministratori locali anziché fare in modo che vi sia una concreta decasertanizzazione, addirittura elogino quella entità, come ha fatto ieri uno dei principali promotori del Carnevale di Villa Literno, il consigliere Antonio Cilento (nella foto). Salvatore Pizzo