Aversa – mentre qui da noi si bada al piccolo cabotaggio, con una classe dirigente che non si rende conto della grande opportunità, anche macro economica, che offrono i nostri giacimenti culturali, preferendo ad essi la sola realizzazione di quartini che per quanti milioni di euro possano fruttare, non potranno mai avere la stessa redditività di quella filiera magica la cui valenza a questi presunti politici rimane ignota, una risorsa che si snoda attraverso il trinomio: cultura, turismo culturale, indotto culturale.

Purtroppo per parlare di questo ci vogliono persone con gli attributi adatti, e da noi scarseggiano. Intanto l’ennesima lezione questa volta ci viene da Orvieto dove, per quattro giorni, dal 29 dicembre all’1 gennaio, il pezzo forte del cartellone di Umbria Jazz Winter sarà il genio musicale di un altro illustre figlio di Aversa Lennie Tristano, figlio di aversani che negli anni ’30 furono costretti ad emigrare in America. Tristan che è diventato una pietra miliare del jazz mondiale, che negli anni ’40 e ’50 anticipò tutte le nove tendenze di questo genere musicale. Nella città umbra, precisamente nella Sala del Carmine (ingresso 13 euro) ci sarà ogni giorno alle 17 lo spettacolo multimediale “Suite per Lennie” a lui dedicato, un evento che attirerà migliaia di appassionati da ogni dove. Oggi (ingresso libero) s’inizia con la conferenza/concerto di Franco Fayenz e Gerardo Iacoucci che presenteranno il libro scritto dallo stesso Fayenz insieme a Riccardo Brazzale: “Lennie Tristano Un mito, un maestro quasi un santone”. Gli altri tre giorni ci sarà il concerto con Iacoucci al piano e Stefano Cantarono al basso, gli interventi visivi saranno curati da Massimo Achilli. L’assessore alla cultura del Comune di Aversa, Nicola de Chiara, da noi sollecitato, ha dichiarato: “Ci fa piacere, Aversa ricorda Lennie Tristano dedicandogli lo storico jazz club ed una strada, la prima dedicata in Italia ad uno jazzista”.

Salvatore Pizzo