In questo periodo di festività, durante il quale gli acquisti degli italiani aumentano, Pasquale Pisano il leader di Confindustria di Aversa e rappresentante dell’A.N.C.I., l’Associazione Nazionale Calzaturifici Italiani, rilancia la sua battaglia in difesa dei prodotti Made in Italy danneggiati dai prodotti orientali realizzati a basso costo, in paesi in cui la manodopera costa poco e gli standard igienici e di sicurezza sul lavoro sono scadenti.

Pisano ha ribadito la necessità di introdurre l’obbligatorietà del marchio di origine per i prodotti di importazione extraeuropea. In questo senso, si inserisce la campagna lanciata sui più importanti quotidiani e periodici nazionali al "grido" di "I Love Italian Shoes", il nuovo marchio voluto da A.N.C.I., l’Associazione Nazionale Calzaturifici Italiani, e utilizzato dai calzaturifici italiani associati che possono dimostrare che la propria produzione è realizzata nei confini nazionali. "La nostra posizione – ha spiegato il Presidente Pisano (che ha anche un ruolo in Cinfindustria Caserta) – si basa su alcune fondamentali considerazioni. Prima di tutto, il ‘made in’ costituisce un elemento fondamentale per instaurare corretti rapporti commerciali, per garantire ai consumatori trasparenza, e per ridurre le indicazioni fraudolente e ingannevoli. Molto spesso, infatti, viene fatto passare per ‘fatto in Italia’ ciò che italiano non è, e che quindi dovrebbe costare anche molto meno. Ma non solo. Con azioni di questo tipo confermiamo il nostro impegno anche per la salvaguardia di migliaia di posti di lavoro nel settore". Del resto, poi, solo in Europa, ormai, è negato ai consumatori il diritto di conoscere l’esatta provenienza dei prodotti, "cosa che – come spiega ancora il Presidente Pisano – rende i cittadini europei consumatori di serie B rispetto, ad esempio, a quelli americani, o cinesi, o australiani". Ci troviamo quindi di fronte ad una battaglia che va combattuta non solo entro i confini nazionali, ma a livello europeo: in più occasioni, infatti, l’A.N.C.I., Associazione Nazionale Calzaturifici Italiani, ha sollecitato la necessità di introdurre l’obbligatorietà del marchio di origine per i prodotti di importazione extraeuropea. Un appello ribadito anche lo scorso 16 ottobre dalle pagine del Financial Times Europe, che ha ospitato l’appello al Commissario Europeo Peter Mandelson che sollecita l’approvazione in tempi brevi del "MADE IN obbligatorio per i prodotti del tessile-abbigliamento, calzature, legnoarredo, cuoio-pelletteria-pellicceria, gioielleria, ceramica che entrano in Europa".

Di red