Il medico scrive nella cartella clinica e finisce a giudizio. Nell’Italia della burocrazia e delle norme poco chiare capita anche questo, alla fine il processo si è concluso con l’assoluzione dell’imputato. Tutto si è svolto nel carcere di Parma il 27 aprile del 2007, quando il professor Domenico Lombardo era arrivato da Napoli per visitare uno dei nomi grossi della Camorra napoletana, l’anziano boss Luigi Vollaro “O’ Califfo”,
il 77enne patriarca del clan che detta legge a Portici, esponente storico della Nuova Famiglia, che sta scontando l’ergastolo nella città emiliana. Lombardo, dopo averlo visitato alla presenza delle guardie, ha scritto quanto aveva riscontrato nella cartella clinica, e questo gli è costato un rinvio a giudizio. Gli è stato contestato il falso materiale, il suo scritto (anche se nel merito veritiero), secondo l’accusa, avrebbe alterato un atto, la cartella clinica, perchè secondo le interpretazioni più restrittive non avrebbe potuto farlo. Il Pm Antonella De Stefano ha chiesto 5 mesi, il giudice Alessandro Conti l’ha assolto.