Pubblicato in data 03/nov/2012 da euronewsit http://it.euronews.com/
Il Myanmar, ex Birmania fa dell’economia la sua priorità per lo sviluppo e annuncia l’approvazione della legge sugli investimenti esteri: società completamente controllate dagli stranieri, esenzioni fiscali e concessioni terriere di durata fino a mezzo secolo. E lo fa in occasione della visita del presidente della Commissione europea Jose Manuel Barroso. Vince dunque la linea del presidente Thein Sein dopo un lungo braccio di ferro con i protezionisti. Barroso che ha incontrato anche la leader dell’opposizione Aung San Suu Kyi ha portato 78 milioni di euro per lo sviluppo. A questi si aggiungono i 190 milioni della Banca Mondiale, di cui 62 milioni a fondo perduto e 165 erogati senza interessi. Con l’iniezione di liquidità nell’apparato produttivo e l’apertura progressiva alla concorrenza si prevede una crescita del pil del 7,7% per i prossimi cinque anni. Ma il paese deve affrontare anche un’altra emergenza: i conflitti interconfessionali fra buddisti e islamici. Secondo l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, dopo gli scontri della settimana scorsa, i campi per sfollati musulmani Rohingya nello stato occidentale di Rakhine hanno superato il limite delle capacità d’accoglienza.
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