the guardianSulle pagine del “The Guardian” è stato pubblicato recentemente un articolo di Stephanie Kirchgaessner, riguardante Casal di Principe e la lotta alla criminalità organizzata che sta producendo in Campania e in Italia ottimi risultati.

Il quotidiano britannico pone l’accento sul riscatto del nostro territorio, per decenni al centro di questioni che hanno influito notevolmente sia in ambito nazionale che internazionale, mitigato grazie all’impegno di persone che credono nelle possibilità e nelle positività di questa terra.

I risultati dell’ostinata battaglia vengono ravvisati oltre la Manica anche grazie alle iniziative culturali, ultima in ordine temporale e quasi unica nel suo genere, la mostra «La luce vince l’ombra – gli Uffizi a Casal di Principe», che porterà dal 21 giugno al 21 ottobre, nel bene confiscato alla camorra intitolato «Casa don Diana» in via Urano, alcune opere del famoso museo fiorentino, tra cui quadri della scuola di Caravaggio. Un’iniziativa dedicata alla memoria di Peppe Diana, che già dal titolo mette in relazione le tante ombre per anni calate su Casal di Principe, e non solo, e la luce, vera e propria espressione di rinascita. Un progetto siglato grazie alla cooperazione tra il direttore della Galleria degli Uffizi Antonio Natali, e il sindaco di Casal di Principe, Renato Natale. Al quotidiano britannico Natali, ha dichiarato che l’apertura del museo è “una delle principali aspirazioni degli Uffizi”, poiché anche la prestigiosa galleria fiorentina com’è ben noto divenne il bersaglio di un attacco della mafia di Cosa Nostra, che nel 1993 uccise cinque persone e provocò un danno di 1 milione di dollari.

Stephanie Kirchgaessner, nel suo articolo pone inoltre l’attenzione sull’importanza dei beni sequestrati alla camorra, fa infatti riferimento all’ex boss Egidio Coppola detto “Brutus”, “che non avrebbe mai immaginato che la sua villa sarebbe un giorno diventata un monumento alle vittime della criminalità organizzata. Una casa dal gusto kitsch – che come molti appartenenti ai vertici del clan dei Casalesi, è stata ispirata dal film di Hollywood Scarface – ora utilizzata per godere di grandi opere e per commemorare la “resistenza” contro la malavita”.

Infine, non potevano mancare riferimenti agli sviluppi preoccupanti delle elezioni regionali di domenica prossima in Campania, e la presenza ormai nota di candidati impresentabili.

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Di e.p.