Il Clan Mallardo e quello dei Casalesi uniti nel sacco di Giugliano, insieme alle divise sporche. Sequestrati nel Nord Italia 100milioni
Siamo alle solite uccidono, ricattano, saccheggiano le nostre terre e portano ricchezza nel settentrione d’Italia dove a causa di quello che subiamo, non solo ci guadagnano, ma ci dileggiano anche generalizzando sulle persone del Sud. Questa volta i “masti” della nostra zona, da sanguinari Robin Hood all’inverso che sono, hanno investito l’ennesimo fiume di soldi intriso del nostro sangue in Toscana. Beni per un valore di 100 milioni di euro sono stati sequestrati ad imprenditori che avrebbero prestato il fianco ai Clan dei Casalesi e dei Mallardo, che agisce nel giuglianese. Sono stati sequestrati 16 appezzamenti di terreno e 61 immobili nel giuglianese, e nelle province di Arezzo e Pisa, parti di aziende e quote societarie ed auto di grossa cilindrata. Il provvedimento rientra nell’indagine che nel maggio del 2008 ha portato all’arresto di 24 vigili urbani di Giugliano, 3 tecnici comunali e 12 imprenditori, gli indagati a piede libero furono 70. Secondo le accuse c’era un giro di corruzione per fare in modo che venissero costruiti illegalmente i “quartini”. Anziché cercare di lucrare in considerazione di trovarsi nell’antica Liternum, questi camorristi non sanno che i giacimenti culturali che abbiamo potrebbero essere una miniera d’oro, sanno fare solo case che devastano il territorio. In Toscana sono stati sequestrati 41 immobili e due terreni si trovano a Marciano della Chiana (Arezzo), nove appartamenti e 12 terreni sono invece ubicati a Santa Maria a Monte, vicino Pisa. A Giugliano sono stati sequestrati 10 appartamenti e un terreno. I beni immobili e gli appezzamenti sono riconducibili a otto società partecipate che operano nell’edilizia e della ristorazione, a Licola è stato sequestrato il bar ’Champs Elysees’, i sigilli sono scattati anche per un’automobile di grossa cilindrata. Le indagini avrebbero rivelato "un sistema endemico e generalizzato di corruzioni e collusioni tra settori del mondo dell’imprenditoria edilizia e numerosi pubblici ufficiali delle articolazioni del Comune di Giugliano cui sono demandati i compiti di controllo delle attività urbanistiche del territorio e di contrasto del fenomeno dell’abusivismo edilizio", ha spiegato in una nota il procuratore di Napoli Giovandomenico Lepore. Gli inquirenti ritengono che molti vigili urbani di Giugliano ricevessero soldi "per compiere atti contrari ai doveri di ufficio consistiti nell’omettere o ritardare di denunciare ovvero di intervenire e procedere al sequestro in relazione a lavori abusivi in atto presso cantieri edili e nell’omettere di impedire ai committenti dei lavori e ai custodi di violare i sigilli". Addirittura si ritiene che sarebbe esistito un vero e proprio tariffario.
Salvatore Pizzo
Salvatore Pizzo