Il WWF ha chiesto di accelerare i lavori per completare l’impianto di compostaggio di S. Tammaro (Caserta). Un impianto che può trasformare circa 31.000 tonnellate annue (uno dei più grandi previsti dal piano rifiuti della Campania) di rifiuti "umidi" (biodegradabili) in compost, che sarebbe un fertilizzante naturale da utilizzare per migliorare la qualità dei suoli delle nostre campagne.
E’ assurdo dice il portavoce del WWF in Campania – che un impianto buono e giusto come questo di S. Tammaro deve subire tale processo di rallentamento per la sua ultimazione. Ricordiamo che un impianto di compostaggio del genere deve trattare una percentuale dei rifiuti solidi urbani pari a circa il 30% del totale, andando a trasformare proprio quella frazione di rifiuti che creano il pericoloso percolato e che provocano i cattivi odori della putrefazione e della fermentazione anaerobica. Agli impianti di compostaggio classici come questo, il WWF consiglia sempre anche di aggiungere anche la linea dei biofermentatori anaerobici (o biodigestori anaerobici), da cui si genera il biogas utile alla produzione di energia elettrica e/o di calore o freddo senza emissioni di gas climalteranti. In ogni caso la messa in opera dell’impianto di S. Tammaro consentirà di trattare quella frazione di rifiuti umidi prodotti nei comuni del consorzio CE2 (cioè tutti i comuni dell’agro aversano più Capua, S. Tammaro e S. Maria Capua Vetere) e di farci arrivare subito ad un 60% di raccolta differenziata di rifiuti realmente avviati al riciclaggio ed al recupero di materia. Per questo dice Gatto: Chiediamo al Sindaco di Aversa ed al Presidente del Consorzio GEO-ECO, Isidoro Orabona, di fare tutto il possibile per accelerare l’iter di realizzazione dell’impianto di compostaggio di S. Tammaro