Il WWF Campania ritiene che sino ad adesso non c´è stata volontà politica per affrontare il problema rifiuti che si è dimostrato un vero e proprio disastro affidato alla gestione commissariale per troppo tempo (siamo a 13 anni di commissariamento straordinario). Il WWF intende esprimere alcuni "SI", piuttosto che dei "NO", ad alcune scelte strategiche per la soluzione definitiva e più sostenibile del problema rifiuti in Campania.
– Si al superamento del D.Lgs 152/2006 dove impone ancora gli ATO, per noi organismi burocratici ed inefficaci e di difficile attuazione come si è verificato per i consorzi. Attribuzione delle responsabilità ad ogni Provincia e soprattutto ad ogni comune per il recupero e riciclo di rifiuti; –
Si agli impianti di compostaggio dei rifiuti cosiddetti "umidi" (cioè quello biodegradabili), cioè quella frazione (il 30-40% dei rifiuti totali) che va in putrefazione e dalla quale se opportunamente separata dal resto dei rifiuti, tramite raccolta porta a porta, si può ricavare compost o materiale inerte utile in agricoltura o per applicazioni in ingegneria naturalistica;
– Si agli impianti di compo a gas o biodigestori anaerobi (piccoli ed agili impianti che smaltiscono l´umido di qualità direttamente senza pretrattamenti). Con la biodigestione anaerobia si può ottenere anche un discreto quantitativo di biogas (costituito prevalentemente dal metano) utile all’ottenimento di energia elettrica in maniera veramente rinnovabile e senza immettere in atmosfera gas climalteranti;
– Si all’emanazione di un piano strategico, da affiancare a quello classico generale sui rifiuti, regionale o provinciale per la riduzione e la prevenzione della produzione dei rifiuti. Privilegiando il coinvolgimento e la sensibilizzazione dei cittadini nella raccolta delle frazioni porta a porta;
– SI all´educazione al consumo premiando le scelte virtuose di distributori di generi alimentari e di largo consumo senza imballaggi (distribuzioni alla spina) o con imballaggi con il sistema del vuoto a rendere. Incentivando i cittadini che vogliono ridurre i rifiuti in questo modo.
Importantissimo è dire SI anche e soprattutto alle raccolte differenziate "spinte" rivolte esclusivamente al riciclaggio della materia!!! Incentivando la realizzazione di una filiera vera della produzione di materiali ed oggetti partendo da materie prime riciclate. Se tutto ciò andasse a regime subito (e ci sono realtà italiane, come tutto il Veneto, che in questo modo hanno superato il 70% di raccolta differenziata e realmente riciclata) resterebbe circa un 30% di rifiuti residuali che potrebbero essere ulteriormente trattati con sistemi cosiddetti "a freddo" cioè con impianti definiti TMB (trattamento meccanico biologico) in cui si recupera il recuperabile e la frazione restante si biostabilizza e si può avviare allo smaltimento finale (si tratterebbe al massimo di un 25% del totale). Ma la condizione utile ed indispensabile a questo processo è che i comuni, tutti i comuni della Campania devono arrivare e superare il famoso 35% della raccolta differenziata (che si doveva raggiungere per legge già il 31/12/2003). Chi non fa ciò è il primo vero responsabile dell’emergenza rifiuti in Campania!!!
Alessandro Gatto (Responsabile settore rifiuti WWF Campania )