Il provvedimento del Tribunale del riesame di Napoli che nel luglio scorso emise il provvedimento di sequestro di 750 milioni di euro, nei confronti dell’impresa settentrionale Impregilo e delle sue controllate Fibe, Fisia Italinmpianti e Fibe Campania, coinvolte nell’inchiesta sullo scandalo rifiuti : “(…) sviluppa considerazioni giuridiche parziali e riduttive in ordine al concetto di ‘profitto’” e “facendo leva sul mero dato dei gravi inadempimenti contrattuali delle imprese affidatarie,

finisce con l’individuare le utilità confiscabili in maniera astratta, trascurando di verificare la sussistenza, in concreto, del necessario rapporto causale fra illecito e vantaggio conseguito”. Il sequestro fu annullato dalla Cassazione nel marzo scorso.

Di red