Il Ministero della Pubblica Istruzione non ha ancora aggiornato il programma informatico per calcolare gli stipendi dei docenti supplenti (quelli incaricati dai presidi), è da due mesi migliaia di professionisti della scuola non vengono pagati. I parametri vanno aggiornati in base alle disposizioni della finanziaria 2007. Secondo fonti sindacali la settimana scorsa il gestore del servizio informativo, l’Eds, avrebbe fatto sapere alle scuole che l’aggiornamento dovrebbe essere operativo per la fine di febbraio.

I docenti supplenti di fronte a questa situazione possono rivolgersi ai Dirigenti Scolastici ed ai Direttori dei Servizi Generali Amministrativi delle varie scuole, chiedendo la corresponsione dello stipendio in acconto, saldando poi il tutto al ripristino della normalità, va anche ricordato che qualora si dovessero verificare comportamenti “bruschi” da parte di dirigenti, questi possono essere anche denunciati, sono loro che firmano i contratti per conto delle scuole che dirigono. Anzi dovrebbe essere lo stesso ufficio a convocare il dipendente per tamponare la questione, e non il dipendente a contattare l’ufficio. Nel caso specifico il fornitore dell’aggiornamento informatico è una ditta privata, i dirigenti scolastici e quelli amministrativi, di fronte all’inerzia dei loro colleghi che lavorano negli uffici ministeriali dovrebbero segnalare la situazione, anche cautelativamente, all’autorità giudiziaria. Anche se va detto che in numerose scuole il prob,ema è anche un altro, sono fini i fondi, cosa di cui abbiamo parlato nei giorni scorsi.

L’omessa denuncia e l’interruzione delle attività di un ufficio pubblico sono reati penali. I supplenti che si dovessero trovare di fronte a dirigenti dotati di poco buon senso inizino a chiamare gli avvocati, adesso è stato abolito il “patto di quota lite”, il costo delle spese legali si può contrattare anticipatamente e se gruppi di insegnanti si mettessero insieme chiamando un legale possono essere tutelati a prezzi accessibili, formalmente è la scuola il soggetto insolvente, iniziare a farne pignorare le proprietà potrebbero trarne vantaggio. Ci sono alcuni dirigenti scolastici che talvolta si preoccupano più di fare “bella figura” con l’utenza (questo va bene quando tutto è normale), ma che non fanno fronte a questi problemi decisamente molto più urgenti. A quei presidi e direttori cavillosi, pretenziosi oltre il dovuto, dev’essere fatto presente che quando parlano in veste ufficiale sono degli insolventi, quando il docente ha rispettato ciò che è previsto dal contratto, almeno in questi casi, ha già fatto il suo. Chissà se il Ministro Fioroni riterrà opportuno di prendere provvedimenti nei confronti di funzionari inerti che creano situazioni di questo tipo, recentemente ha inviato una lettera ai dirigenti spiegando quali sono le sanzioni disciplinari da poter adottare nei confronti di un docente, lo farà anche per i funzionari?

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