Le migliaia di insegnanti italiani che sono in servizio per nomina dei dirigenti scolastici per sostituire il personale assente temporaneamente, sembrano essere una categoria dimenticata. Sono gli unici dipendenti pubblici, che peraltro rivestono anche qualifica di pubblico ufficiale, ai quali lo stato non paga gli stipendi, ciò nel silenzio complice di tutte le forze politiche. Le scuole hanno esaurito i fondi e non hanno soldi per pagare gli stipendi, cosa che nel dibattito politico viene censurata abilmente, un silenzio che non si registra nemmeno in paesi dove imperversano le più oscure dittature.

Dove i soldi ci sono, a bloccare la corresponsione degli emolumenti è il mancato aggiornamento del software che serve per calcolare gli stipendi in base ai parametri dell’ultima finanziaria. Fonti sindacali hanno fatto sapere che nonostante il ritardo di quasi due mesi, il gestore del sistema informativo, l’azienda Eds, avrebbe annunciato ulteriori ritardi. Stando così le cose, le scuole per calcolare correttamente gli stipendi dovranno attendere la fine di marzo, nella migliore delle ipotesi. In alcune scuole dove sia la dirigenza scolastica che quella amministrativa hanno agito con buon senso, ai dipendenti interessati è stato corrisposto lo stipendio in acconto, in altri casi nessuno se né cura. I docenti interessati devono agire sul piano penale, devono denunciare prima di tutto quei funzionari dell’amministrazione che si dimostrano inerti rispetto a una disfunzione da ascrivere ad un privato, devono poi rivolgersi ad un avvocato, bisogna iniziare con i pignoramenti, solo con le attrezzature e le suppellettili scolastiche sequestrate qualcuno forse si accorgerà del dramma. Bisogna anche individuare le responsabilità personali ed attaccare il patrimonio dei singoli, non si deve solo aprire una vertenza con l’amministrazione ma anche nei confronti dei burocrati inerti che lavorano poco e male. Inoltre, finchè la situazione non si risolverà tutti gli insegnanti farebbero bene a lavorare limitandosi strettamente al contratto di lavoro, e ricordare a quei dirigenti scolastici che con fare altezzoso si preoccupano solo “dell’immagine”, che parlano a nome di amministrazioni insolventi. Il Ministro Fioroni in tutto questo? Tace anche lui.

Di red