(11 ottobre) Nelle dichiarazioni di voto finali alla Camera sul decreto Tremonti Gelmini, il deputato frignanese Italo Bocchino ha difeso il provvedimento, dicendo che a “nessun insegnante sarà recapitata la lettera di licenziamento”. E’ certo, Bocchino non dice che non saranno rinnovati i contratti a quelli che lavorano da anni senza essere assunti a tempo indeterminato, i provvedimenti del governo danno numeri precisi:

la riduzione di 87mila 400 docenti e 44mila 500 amministrativi, definendo "manifestazioni politiche" le proteste contro la riforma: "Abbiamo il dovere – dice – di modernizzare l’Italia". Una presunta modernizzazione che, stando così le cose, si persegue riducendo sul lastrico numerosi insegnanti, e molti sono conterranei di Bocchino, che per adesso non ha fatto nulla per creare un circuito virtuoso affinchè tutta questa gente non finisca sul lastrico. Il provvedimento Tremonti-Gelmini, difeso da Bocchino, affama delle famiglie oltre a creare danno alla scuola alla quale sono stati sottratti 8 miliardi di euro.

Di red