Caricato da roadtvItalia in data 30/mar/2012
Niki Vendola a Casal di Principe. di Anna Copertino ed Eliana Iuorio Nel Santuario di Villa di Briano, a Casal di Principe, si è tenuto l’incontro voluto ed organizzato da Sel, con il leader Niki Vendola, governatore della Puglia, il giudice Raffaele Cantone, Rosaria Capacchione, Don Tonino Palmese, e Franco Tavella segretario regionale della Cgil. Sentite e uniche le tematiche: ambiente,legalità, lavoro. Accompagnate da una tematica aggiuntiva che è la: discontinuità. La discontinuità, detta da Rosaria Capacchione, da Raffaele Cantone, e dallo stesso Vendola. Proprio Raffaele Cantone ha ribadito : -quel che non è possibile è liberarsi dei camorristi senza illuminare le zone d’ombra che ancora ci sono, anche con i capi clan in carcere-. Non possiamo aspettare le indagini giudiziarie per dichiarare che un politico è colluso. La capacità di discernere il vero dal falso deve partire dal basso senza atti di delega -.E se a Casal di Principe, si registra solo : inquinamento, infiltrazione camorristica, e povertà che aumenta, per Vendola, la soluzione può essere l’antimafia sociale. Gli intervenuti all’evento, hanno manifestato il loro sostegno a Ciro Pellegrino, giornalista, uno dei nove autori del libro: Il Casalese, di cui è stato chiesto il sequestro immediato e la distruzione di tutte le copie attualmente in vendita nelle librerie italiane. Oltre al risarcimento di un milione 200mila euro. È la richiesta formulata al Tribunale di Napoli da Giovanni Cosentino, nei confronti di autori ed editore del libro. «Il Casalese-Ascesa e tramonto di un leader politico di Terra di Lavoro». Don Tonino Palmese, referente regionale di Libera, ha ricordato, Don Peppe Diana, e di come questi cambiamenti verso la legalità, lo avrebbero reso felice. Franco Tavella, segretario regionale della Cgil, ha tenuto a ribadire che il lavoro : – non è solo libertà ma dignità di vita-. E Vendola ha ribadito che : -Un patto scellerato dinanzi al quale il centrosinistra non può dirsi salvo ma deve continuare ad interrogarsi rimettendo al centro la questione morale- ha detto Vendola. Ed ha, inoltre, aggiunto che : -La camorra, non è solo un problema di ordine pubblico, spesso guardato con spirito astrattamente legalitario e con quell’ottimismo della volontà che nulla può se non si intreccia con il pessimismo dell’intelligenza. Quello, che ci obbliga a fare i conti con il passato e a ritrovare la libertà ancora ipotecata dalla trattativa che c’è stata tra Stato e antistato-. – E allora ben venga la discontinuità politica, sociale ed economica, dice il giudice Raffaele Cantone. -Perché è inpensabile sconfiggere la camorra se i beni confiscati non producono una nuova economia. Basta con le case famiglia e con i centri di aggregazione per gli anziani. C’è ora bisogno di altro -. Organizzare i beni confiscati, cosi come si è fatto, in alcune cooperative sociali che stanno portando avanti la battaglia sui budget di salute, basti pensare all’Agropoli di cui è socio Giuseppe Pagano di San Cipriano D’Aversa. Proprio in un bene confiscato, la NCO (nuova cucina organizzata), da anni, organizzato in una funzionantissima, pizzeria e produzione di prodotti locali, provenienti da terre confiscate ai camorristi, si è conclusa la serata.