Il partito dei Verdi, sotto la cui gestione la filiera ippica stava per perdere decine di posti, dimenticando il passato adesso esulta —————————————————————————————–

La comunità ippica nostrana lunedì mattina è stata scossa da un brutto evento. Ancora una volta l’ippica aversana, un comparto economico che da lavoro a decine di persone che, sia direttamente che nell’indotto, lavorano onestamente, è stato oggetto di una luce sinistra dovuta ad una sparuta minoranza, personaggi che stando alle accuse degli inquirenti si sarebbero macchiati di condotte illegittime. Nell’aversano sono solo due o tre gli indagati, l’ippica è un comparto economico rilevantissimo per l’economia locale, e metterla in croce solo per colpa di qualche situazione isolata ci sembra davvero eccessivo. Come se arrestando qualche tranviere, tutti i tranvieri venissero gente poco perbene, ci passi l’esempio ma questo stanno subendo gli ippici nostrani. Il procuratore di Napoli Giovandomenico Lepore, il sostituto Giovanni Conso, il coordinatore della Direzione distrettuale antimafia, Franco Roberti e il comandante dei Nas, Mario Pantano hanno illustrato i dettagli dell’operazione che lunedì mattina ha portato in carcere 25 persone accusate di dopare i cavalli da corsa. I provvedimenti sono stati firmati dal gip del Tribunale di Napoli, Paola Valeria Scandone. I carabinieri hanno anche eseguito 65 perquisizioni, tra abitazioni e scuderie, alcune delle quali di pertinenza degli ippici affittuari di boxes negli ippodromi di Agnano a Napoli e al Cirigliano di Aversa. Sono stati sequestrati anche 82 cavalli, gli indagati sono accusati di associazione per delinquere finalizzata alla truffa ai danni dell’Unire, ricettazione, detenzione ed immissione in commercio di farmaci dopanti prodotti illegalmente e illegalmente ceduti. Tra gli indagati figurano driver, allenatori di cavalli, farmacisti, medici veterinari, informatori scientifici e titolari di scuderie. Va detto che le proprietà degli ippodromi sono estranee alle indagini, certamente non possono far nulla se qualche fruitore delle loro strutture decide di compiere atti illegali, condotte che poi vanno a discapito del resto delle filiera ippica. Secondo gli inquirenti, dopando i cavalli sarebbero stati alterati i risultati di molte corse nei due ippodromi, ma il doping ci sarebbe stato anche nel corso di gare non ufficiali e clandestine che si svolgevano su piste non autorizzate. I cavalli erano dopati, anche il Viagra. Ci meraviglia il compiacimento che il partito dei Verdi ha manifestato verso i carabinieri per l’operazione, un partito che quando il loro ministro Pecorario Scanio era titolare del Ministero delle Politiche Agricole, posizionò al vertice dell’ente tecnico che regola l’ippica italiana, l’Unire, il conte Guido Melzi d’Eril il quale assunse provvedimenti assurdi che colpirono non poco l’ippica aversana, azioni che misero a serio rischio decine di posti di lavoro. Se il Cirigliano chiudesse, le giornate di corse che gli vengono assegnate andrebbero ad altri impianti, una cosa che farebbe ben felici alcune lobby dell’alta finanza e della politica. Chissà dov’erano i Verdi quando l’uomo designato dal loro ministro stava uccidendo un’intera filiera, certo tutti abbiamo fiducia nel lavoro della magistratura, ma qualcuno in questo caso dovrebbe esultare sotto voce, e i Verdi sono sicuramente tra questi. Salvatore Pizzo