I sindacalisti della Cgil Michele Gravano e Michele Colamonici, ni giorni scorsi hanno emesso una nota che riguarda sulla vertenza degli allevatori bufalini e la vicenda Ixfin. "Il governo – sottolineano Gravano e Colamonici – intervenga rapidamente per una soluzione rapida, concordata e senza ulteriori rinvii alla vertenza degli allevatori, nell’interesse delle imprese bufaline e a tutela dei consumatori".
Parole ovvie che sono il pensiero comune di tutti, e fin qui nulla di strano, non bisogna essere certo sindacalisti per auspicare questo. Per quanto riguarda la Ixfin (sarebbe la ex Texas di Aversa trasferita a Marcianise), Gravano e Colamonici dovrebbero mantenere un pudico silenzio, eppure sollecitano: "Il Tribunale di Napoli affinchè accolga la richiesta di revoca dello stato fallimentare e dia il via libera alla proposta di intervento della legge Prodi, con l’amministrazione straordinaria". Ci domandiamo perché questi sindacalisti non hanno organizzato delle massicce mobilitazioni, come solo i sindacati sanno fare, quando la fabbrica era ancora ad Aversa. Proteste che non dovevano avvenire qui, ma a Padova, dove hanno architettato il crack della Finmek che ha gestito il sito che da Aversa fu trasferito a Marcianise, oppure a Parma, dove abita Luigi Luppi ex patron della Oliit – 3L Trading, indagato ad Ivrea, uno che non pagava gli stipendi ma che andava proponendosi per delle acquisizioni con il chiaro intento di sbarcare in borsa. Al massimo vanno a prestare a Caserta, e cosa centrano i casertani in questa vicenda? Si doveva alzare il tiro ma non è stato fatto, si doveva andare a far fischiare il vento della protesta nei santuari degli "onesti" imprenditori del Nord, non lo si è voluto fare, adesso si vogliono le soluzioni, ma sono solo parole non fatti.
Salvatore Pizzo