Cisl, Uil, Cgil, Snals, Gilda e Cobas bloccheranno le lezioni

 

La norma varata dal Governo si accanisce contro la scuola così com’è stata formulata nel testo depositato dal Governo alla Camera dei Deputati e sul quale, nei prossimi giorni, inizierà l’iter di approvazione delle Commissioni e successivamente dell’Aula, per poi passare al Senato. “La Cisal Scuola”, commenta, il segretario generale Raffaele Di Lecce, “ritiene che quest’intervento sulla scuola sia un atto irresponsabile, mortificante nei confronti dei lavoratori, per cui invita il Parlamento a non votare le relative disposizioni. Non è pensabile che ancora una volta il Governo si accanisca sulla scuola, invece di pensare, concretamente, ad investire sul sistema pubblico d’istruzione.

 

Vorremmo dire al Governo, con voce bassa: ‘Caro Governo ti sei così affannato nella presentazione della legge di stabilità incidendo in modo negativo sul personale della scuola, apprezziamo lo zelo! Ti chiediamo, però, il 20% dello stesso zelo per le riforme di cui la scuola italiana ha bisogno. In modo tal da far capire agli italiani, ai lavoratori che le attese di riforma e di investimenti che da anni non arrivano possono finalmente arrivare.

 

Preoccupati di dare dignità al loro lavoro, attraverso atti concreti, quali un contratto di lavoro dignitoso, l’apertura della trattativa degli scatti di anzianità e investimenti sull’istruzione e la formazione. Se, poi, rimane del tempo sarebbe opportuno prestare attenzione particolare al problema scuola in termini di qualità e di rivalutazione professionale del personale da inserire in una media europea che, a oggi purtroppo, siamo ben lontani da lambire, affinché la scuola possa continuare a migliorarsi, ad assolvere sempre meglio al compito educativo di istruzione e formazione che le è affidato’.

 

L’Italia non la si ricostruisce, accanendosi sulla scuola con tagli indiscriminati e con l’aumentanto del carico di lavoro al personale. L’interrogativo che ci poniamo – prosegue Di Lecce – è se ci sarà mai il tempo per il riconoscimento del lavoro del personale della scuola e della sua professionalità.

 

Alla scuola, al personale, ai nostri giovani al di la delle stagioni politiche o tecniche, servono certezze, strumenti, opportunità, e investimenti, senza i quali non si va da nessuna parte”.

 

Il nostro sindacato fino ad oggi ha dimostrato fermezza ed integrità nelle sue battaglie per un sistema pubblico d’istruzione all’altezza delle aspettative di un Paese moderno. Dinanzi a questa deriva il Sindacato, mostrerà maggiore forza e compattezza, chiamando la categoria a partecipare” tutti assieme” allo sciopero nazionale del 24 novembre 2012, per imporre al Governo e al Ministro Profumo un netto cambiamento della legge di stabilità e delle politiche sulla scuola

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Di red