Vorrei segnalare che gli autisti della Tep, specie con l’arrivo delle nuove leve dal Meridione, hanno assunto atteggiamenti poco consoni al loro ruolo e che mettono a rischio la sicurezza dei passeggeri. Mi riferisco in particolare all’utilizzo del cellulare durante il servizio e alla qualità di guida. Certe volte bisogna aggrapparsi con due mani tanto guidano a scatti, manovrando con una sola mano mentre l’altra penzola fuori dal finestrino.
Il fatto che poi utilizzino tanto disinvoltamente il cellulare (ovviamente senza auricolare, paisà!) mi fa pensare che la politica aziendale non preveda alcun tipo di controllo sul personale. Applauso ai dirigenti tutti. (Pubblicata da La Voce di Parma il 17 giugno 2009)
Il nostro direttore, Salvatore Pizzo, ha inviato la replica che di seguito pubblichiamo.
Gente di Parma che né ha fatte di cotte e di crude
Gentile direttore,
quale Meridionale mi sento particolarmente offeso dal contenuto della lettera relativa al comportamento dei conducenti degli autobus pubblicata sullo scorso numero del Suo giornale, il lettore adduceva la violazione di norme del Codice della Strada da parte di alcuni tramvieri, associando ciò al fatto che questi sarebbero delle “nuove leve arrivate dal Meridione”. E’ un vecchio vizio di qualche fazione di parmigiani o parmensi, per fortuna minoritaria, ragionare con il pregiudizio della provenienza geografica. A parte che il signore ha il dovere civico di chiamare i vigili ogni volta che vede una violazione, mi domando come faccia a sapere di dove sono i conducenti, evidentemente ritiene che quelli che non rispettano le regole non siano mai di Parma, una vecchia inclinazione che alcuni da queste parti hanno inconsapevolmente in se. Per quanto riguarda lo specifico contesto autisti – codice della strada, da “vecchio” frequentatore di Tribunali mi permetto di segnalare al lettore che sono numerosi i processi, anche penali, relativi alle violazioni del Codice della Strada da parte di automobilisti parmensi e parmigiani. Spesso si tratta di guida in stato ubriachezza, ma non mancano gli omicidi e le lesioni colpose, tuttavia nessuno si è mai sognato di dire che si tratta di “leve parmigiane” o “settentrionali”, si tratta semplicemente di automobilisti e/o autisti da sanzionare. Siamo proprio stanchi di queste lezioni di civiltà che qualche “parmigiano del sasso” ci vuole propinare, io provengo da una città del Sud, Aversa, nella quale certi parmensi ne hanno combinate di cotte e di crude, ma mai ci sogniamo di additare coloro che sbagliano in virtù della loro provenienza geografica, mi piace ritenere che siano singoli o gruppi che si comportano così prescindendo dal luogo di nascita. Cito alcuni episodi di cui come cronista mi sono occupato: 1) un signore di Sala Baganza, arrestato per una bancarotta, che ha mandato all’aria, nella mia città, 700(!) posti di lavoro; 2) abbiamo pagato per anni una sorta di tangente sul latte, perchè delle nostre aziende agroalimentari sono state fatte saltare in aria, in quanto una certa azienda di Collecchio aveva affidato le sue concessionarie al Clan dei Casalesi, imponendo a suon di bombe il monopolio dei suoi marchi, permettendosi così di vendere il latte ad un prezzo più alto che altrove. Un imprenditore meridionale ha denunciato è c’è della gente in galera!; 3) Altri parmensi, negli ultimi anni, hanno iniziato ad accogliere i soldi intrisi del sangue della mia gente che la Camorra estorce, coartando, uccidendo. Danari che esportati qui da voi che garantiscono posti di lavoro “puliti” e prosperità nei vostri luoghi, dove vengono “onestamente” investiti. Soldi insanguinati che paradossalmente aiutano un’economia che taluni ritengono bagnata di santità e sudore della fronte, su queste cose ci sono condanne e processi!
Mai qualcuno nella mia città si è permesso di dire che sono “leve parmigiane” è solamente gente da punire quando sbaglia.
Salvatore Pizzo
Direttore responsabile del “Corriere di Aversa e Giugliano.it”