L’esponente della Confesercenti Maurizio Pollini ha chiesto al sindaco di Aversa Domenico Ciaramella di impegnarsi per l’avvio di tutte le procedure necessarie a ottenere il requisito di “Aversa città a vocazione turistica e culturale”. Una richiesta sicuramente giusta, anzi dovrebbe essere un fatto ovvio “Aversa = città turistica”, ma per la vocazione quartinara che contraddistingue le orde di barbari che dal dopoguerra ad oggi hanno distrutto e posseduto la città, purtroppo non è così.
Risulta comunque equivoca questa posizione della Confesercenti: Pollini è aversano ed ha il poco lusinghiero ruolo di presidente provinciale della sua organizzazione riferito alla cosiddetta “Provincia di Caserta”, quell’equivoco che nulla ha a che vedere con il capoluogo normanno che tuttavia ci si vuole imporre come “nostra” provincia” in nome di una legge che non tiene conto dell’autodeterminazione dei popoli. Pollini per rendere più credibile e meno casertana la sua posizione, potrebbe compiere un gesto “storico” rendere autonoma la Confesercenti di Aversa da quella che ha sede in località Caserta.
Salvatore Pizzo

Di sp