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Dopo “Podestà e poi Sindaci” del compianto Giovanni Motti arriverà tra poco in libreria un altro testo che riguarda una delle figure più affascinanti del novecento aversano, quella di Giovanni Andreozzi, che da podestà durante l’epoca fascista, grazie alle sue doti umane che non lo confusero con i comportamenti infami della dittatura divenne anche sindaco nel dopoguerra. Gli fu riconosciuto di aver salvato vite umane durante la presenza dei tedeschi. L’autore del nuovo testo delle “Edizioni Nero su Bianco” “Una pagina indimenticabile e straordinaria del nostro Novecento” è Nicola de Chiara (nella foto a sinistra), che con questo lavoro frutto di ricerca di documenti inediti in un certo senso ripercorre un filone al quale egli stesso ha già partecipato, quando Motti presentò il libro, al banco dei relatori oltre a Vittorio Sgarbi c’era anche lui.  Il volume sarà presentato nella Pinacoteca del Seminario Vescovile di Aversa sabato prossimo, 12 gennaio 2013, con  inizio alle ore 17,00. Fulcro del libro la storia del cavaliere Luigi Andreozzi, passato alla storia come il “Podestà” (in questa veste guidò Aversa tra il 1927 e il 1929), ma che si rivelerà, nei giorni a cavallo del fatidico 8 settembre 1943, decisivo per le sorti della sua città e dei suoi concittadini. Andreozzi salverà con una serie di espedienti e di azioni coraggiose (rischiando seriamente la vita) gli Aversani dalla deportazione e la città dai propositi minatori dei tedeschi.
In cambio riceverà tanta gratitudine dai suoi concittadini e tanta cattiveria da alcuni politici del tempo pronti, a liberazione avvenuta, ad accusare Andreozzi nientemeno che di aver collaborato con i  tedeschi nei tragici giorni dell’occupazione di Aversa!  Il libro di Nicola De Chiara racconta anche altro: i lutti, le devastazioni, la fame di quei giorni e la lenta ma generale ripresa fino agli inizi del 1947. La storia di Andreozzi ricostruita su documenti d’archivio ma anche di altri uomini, Giovan Battista Franchini, Gennaro Fiordiliso, Enrico Magliulo (che sarà presente il 12 gennaio), la cui condotta umana e politica sarà fondamentale per aiutare Aversa (che allora includeva anche le “frazioni” di Carinaro, Lusciano e Gricignano)  a superare uno dei più brutti periodi della sua millenaria storia. Il testo sarà presentato nel corso di una manifestazione organizzata dall’Associazione Dimensione Cultura, editore di “NerosuBianco”, e patrocinata dal Touring Club Italiano di Aversa e dalla neonata Associazione della Stampa di Aversa e dell’Agro Aversano. (il dipinto che lo ritrae è un opera di Carlo Capone pubblicata da Osservatorio Cittadino). A portare i saluti saranno il rettore del Seminario Vescovile, don Stefano Rega, il console del Touring Club di Aversa, Sergio D’Ottone, il vice presidente dell’Asa, Michele Docimo ed il direttore di NerosuBianco, Giuseppe Lettieri. A presentare il testo saranno Geppino De Angelis e Filomena Di Sarno, decano dei giornalisti aversani, il primo, e studiosa di Storia Aversana, la seconda, quasi a rappresentare le due grandi anime dell’autore, quella giornalistica e quella di studioso di cose patrie. Con le letture di Luigi Crimaco, Direttore del Museo Civico ed Archeologico di Mondragone. A moderare l’incontro ci sarà il giornalista e presidente dell’Asa Vito Faenza.

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Di red