La Gazzetta dello Sport, quindi il gruppo Rcs, si è fatta esplicitamente promotrice della chiusura dell’Ippodromo “Cirigliano” di Aversa, oramai alzare la voce contro la criminalità organizzata e chiedere di essre protetti dallo Stato è diventata una colpa e non un vanto, tanto che si finisce alla gogna. A farsi portavoce dell’aberrante proposta formulata dal quotidiano sportivo della Rcs è stato Fausto Narducci, (da Peschiera Borromeo),
chissà se questo signore parla anche su delega del Comitato di Redazione del suo giornale, visto che dice: “La Gazzetta si è fatta promotrice di questa proposta estrema”. Secondo la tesi di cui è fatto portavoce, per non lasciare spazio alla Camorra, anziché combatterla con la Polizia e i Carabinieri, dovrebbero essere messi sul lastrico decine di operatori, guardacaso proprio quelli che hanno avuto il coraggio di gridare contro i clan. Inoltre, se il proposito del Narducci della Rcs divenisse reatà, ad essere punita sarebbe una società privata, la Saita, titolare del “Cirigliano”, che invece andrebbe indicata come esempio per l’imprenditoria meridionale, visto il coraggio che sta avendo. Un paese civile dovrebbe rendere merito a queste persone che stanno rischiando la vita per la legalità, nella più o meno totale indifferenza della politica italiana, invece capita che che il maggiore quotidiano sportivo italiano né invochi la messa sul lastrico. Complimenti! Siccome la criminalità organizzata dilaga non solo ad Aversa, Narducci, o chi per lui, non si pone il problema del perchè altrove simili denunce non si registrano, eppure una chiusura del Cirigliano non solo lascerebbe sul mercato un flusso di scommesse enorme che si riverserebbe guardacaso sui poco produttivi ippodromi del Nord, e le relative giornate di corse con annessa dotazione del montepremi, questa manna se la spartirebbero gli ippodromi "limitrofi" ad Aversa, ubicati dove forse la Camorra non esiste (!): Napoli (nel cui ippodromo ci fu anche un omicidio), Pontecagnano in provincia di Salerno (dove fu trovata anche una bomba ai danni del presidente della giuria), San Cosma e Damiano (Latina) (nel cui ippodromo non ci vengano a dire che non sono mai stati fermati dei pregiudicati interessati all’ippica). Rimanendo nel centro Sud è temerario sostenere che in regioni come la Puglia e la Sicilia, dove ci sono altri ippodromi, non esiste un pericolo criminalità organizzata. Cosa c’è dietro alla presa di posizione della Gazzetta dello Sport? Se il “Ciirgliano” dovesse chiudere a causa della Camorra, significa che il fenomeno Camorra almeno indirettamente, farebbe una grossa cortesia a qualcun altro. Attenzione a certe proposte, caro Narducci ella è sicuramente un professionista serio, si schieri per la chiusura dell’Azienda Camorra non per soffocare chi ha il coraggio di stare contro la Camorra.
Salvatore Pizzo