Ha destato scalpore anche a Castiglione dei Pepoli (Bologna), la tragedia di cui è stato protagonista Paolo Prisco, il professore 39enne di Aversa che domenica scorsa ha inferto una trentina di coltellate alla moglie e poi si è ucciso buttandosi dal quarto piano, prima di lanciarsi nel vuoto si è anche tagliato le vene ai polsi. Teatro dell’accaduto l’abitazione in cui vive la donna, in Viale dell’Archeologia ad Aversa, dove l’insegnante di religione era andato a prendere i due figli piccoli per trascorrere la domenica.
I quali al momento dell’accaduto erano presenti. Prisco insegnava all’Istituto Tecnico commerciale “Caduti della Direttissima”, non era ancora di ruolo, nella scuola bolognese seguiva anche un laboratorio musicale, i suoi studenti il giorno seguente alla tragedia hanno esposto uno striscione fuori dalla scuola: “Ti ricordiamo per quello che eri… Addio prof”. Don Raffaele Buono direttore dell’Ufficio diocesano per l’insegnamento della religione cattolica (diocesi di Bologna), ha detto al Resto del Carlino: “L’ho incontrato poco più di una settimana fa. Prisco era una persona molto legata all’ambiente ecclesiale. Quando ci siamo visti — aggiunge don Raffaele — mi ha parlato di una sua difficoltà personale e io l’ho incoraggiato e consolato”. La donna, che ha 36anni, e dalla quale l’uomo era separato da un mese è ricoverata in ospedale in condizioni stazionarie.
{fcomment}