Egregio signor Pizzo, chi le scrive è un aversano che vive da decenni a Caserta. Non ho mai smesso di seguire le vicende della nostra amatissima città, in un’ottica volta sì alle prospettive future, ma anche improntata a sano realismo. Seguo da tempo le sue iniziative e di quanti si battono per il riconoscimento anche amministrativo della peculiarità della terra aversana;
in altre parole,il progetto della Provincia di Aversa mi è sembrato giusto e ben impostato, così come il riconoscimento della comune identità con i vicini centri del Giuglianese e del Frattese-Atellano.Vivendo a Caserta posso testimoniarle quanto sia scarso il feeling tra la realtà casertana e quella aversana, a tutti i livelli; cose che lei conosce certamente anche meglio di me e che è quindi inutile starci a ricordare. Ora però sta intervenendo un fatto nuovo: è chiaro che di province nuove non se ne faranno più e che bisogna riprogettare il territorio in un’ottica di redistribuzione di vecchie risorse, non di nascita di nuove.Per essere breve e concreto: non le pare che, stando l’obiettivo naufragio dell’ipotesi Provincia,sia meglio orientare le forze in una battaglia per il riconoscimento dell’identità di Aversa con il territorio napoletano? Battersi perché l’agro aversano sia quel che di fatto è -pur nel riconoscimento della sua peculiarità- ovvero la parte più settentrionale dell’Area Metropolitana di Napoli non è una sconfitta o un ripiego. Aversa può anzi trarre dall’appartenenza a Napoli tutti i vantaggi derivanti dal processo di delocalizzazione degli enti amministrativi metropolitani di cui finiranno per godere centri assai meno meritevoli (come sta accadendo a Giugliano per il tribunale). In ogni caso, non le viene da pensare che l’eventuale Provincia di Aversa sarebbe stata ben presto etichettata come la provincia dell’infausto binomio Camorra-discariche? Perché non trarre invece orgoglio dalla nostra vicinanza e parentela con Napoli,pur nel rispetto della nostra identità ? Le propongo, insomma, di orientare le forze che lei rappresenta, anche a livello di opinione pubblica aversana, verso l’obiettivo del ricongiungimento con il nostro naturale capoluogo partenopeo (5 km. soltanto !) ,attraverso una pressione nei confronti dei politici locali, in vista dell’ormai imminente varo delle Aree Metropolitane. Ci pensi: ora o mai più; o adesso aversani (e napoletani) o per sempre casertani. E Aversa non vuole quest’ultima sventura e non lo merita. Con simpatia, Angelo Petrarca