Ha rapinato due banche nel giro di un’ora nella giornata di mercoledì, poi il giorno successivo, braccato dalle forze dell’ordine, si è costituito ai carabinieri di Sant’Ilario d’Enza (Reggio Emilia). Il protagonista di questa vicenda è stato un pregiudicato aversano in trasferta nel reggiano, Matteo Gravante 41 anni originario della città normanna.
Armato di coltello, introno alle 9.30, ha fatto prima irruzione nella filiale della Banca di San Geminiano e San Prospero a Cadelbosco Sopra, dove ha puntato la lama alla gola di una cassiera, portando via una mazzetta di banconote che nel gergo bancario sono definite “mazzette civetta”, erano soldi imbrattati di vernice, poi a bordo di una Renault Megane si è dileguato in direzione Reggio Emilia, addirittura un impiegato della banca lo seguito con il suo scooter ma è caduto, però è riuscito a memorizzare il numero di targa. I Carabinieri hanno effettuato numerosi posti di blocco, nel frattempo nella zona si è registrata un’altra rapina, a Villa Sesso, in una filiale della stessa banca rapinata poco prima. Gravante, armato di coltello, ha dato un pugno ad un cassiere che ha subito danni ad un orecchio giudicato guaribile in 30 giorni, in questo caso il bottino è stato veramente magro 200 euro. Nella zona è scattata la caccia all’uomo, da Forlì è arrivato anche un elicottero, ad un posto di blocco ha invertito la marcia riuscendo a dileguarsi, poi il giorno dopo senza più scampo si è costituito a carabinieri del paese in cui vive, è stato arrestato con l’accusa di rapina aggravata continuata. Lo scorso mese di agosto era entrato in azione a Montecchio (Reggio Emilia), dove armato di forbici era entrato nella filiale della Banca Agricola Mantovana rubando 9mila euro, in quel caso si costituì sostenendo che dopo la rapina era stato a sua volta vittima di ladri. (s.p.)