Allaumentare del prezzo delle materie prime segue immediatamente la crescita del prodotto finale ma non altrettanto tempestivamente il prezzo al consumo si adegua quando i mercati delle materie prime si contraggono. E il caso del prezzo della benzina rispetto al petrolio ma è anche il caso del pane relativamente al prezzo del frumento tenero o del latte.
Prendendo in esame i prezzi medi del latte al consumo, commenta uno dei principali protagonisti della Food Valley Italiana, Fabio Massimo Cantarelli, Presidente del Consorzio Agrario di Parma, i valori variano tra i 1,37 euro/litro di Firenze e 1,64 euro litro di Napoli con una media nazionale intorno ai 1,51 euro al litro. Una forbice di oltre il 300% rispetto al prezzo alla stalla che, secondo lultimo accordo lombardo vale 42 centesimi al litro (in vigore sino al 31 dicembre 2008). Quando si parla di latte, ci si riferisce ad un comparto che vale 10 miliardi di chili di latte, 1.800.000 vacche e 45.000 allevamenti (contro i 180.000 di 20 anni fa). Una situazione che vede lagricoltore reagire con iniziative di commercializzazione diretta i Farmer Market ad esempio, organizzati dalle tre organizzazioni professionali agricole, peraltro già diffusi nei paesi anglosassoni, stanno ricevendo anche il consenso del consumatore italiano. Certamente conclude il Presidente del Consorzio Agrario di Parma, i mercatini organizzati dagli agricoltori servono più ad esorcizzare il vecchio detto Chi commercia campa, chi fatica more che a risolvere il problema dellapprovvigionamento alimentare delle famiglie. Si tratta di un tema nodale della distribuzione quello della filiera corta nellinteresse convergente di produttori e consumatori.