Come aveva promesso in campagna elettorale Silvio Berlusconi inizierà la sua attività di capo del governo a Napoli. Come in tanti hanno detto, e solo in pochi hanno scritto, a Napoli e in Campania si giocano probabilmente le carte più difficili del nuovo governo. Lavvio a soluzione della catastrofe rifiuti; il tentativo di sottrarre il controllo del territorio alla Camorra;
la bonifica di interi settori della vita civile, sociale ed economica della Campania, in primis la Sanità; la tragedia dellemigrazione (soprattutto giovanile); la regolamentazione ed un reale controllo dei flussi di immigrati; la sicurezza sui posti di lavoro; la messa in economia ed efficienza dellesercito dei dipendenti pubblici sono assieme a tanti altri problemi le sfide più impegnative che dovranno i Governanti affrontare. In Campania l insolvenza e lesasperazione di tutti i problemi economici, sociali, politici e civili avrebbero dovuto far arrossire fino al calor bianco i responsabili di questo degrado profondo ed esteso. I politicanti di ogni colore e grandezza, i Funzionari dello Stato e degli enti locali nonchè lesercito smisurato di fannulloni strapagati non hanno il coraggio e la decenza di dimettersi, di lasciare i posti che occupano immeritatamente. Non lo fanno perché pensano con parassitaria arroganza che devono essere gli altri a risolvere i nostri problemi. Nella giungla del potere politico-malavitoso tutti gli uomini di buona volontà dovranno sudare e lavorare per anni, con nuovi ed efficaci strumenti – anche affilati ed acuminati – utili al ripristino della Legge. Della Legge, non di quei milioni di codici, codicilli e codicillini che hanno fatto la fortuna degli imbroglioni e degli impostori così abbondanti in Campania.
Gennaro Mariniello