Gli organici degli insegnanti fatti senza decreto, la burocrazia ministeriale ancora
in Tribunale
Hanno ridotto gli organici degli insegnanti senza aspettare che vi fosse il relativo decreto, che non è stato ancora promulgato, esso dovrà indicare quali saranno le reali risorse umane su cui potrà contare la scuola italiana per il prossimo anno. Per questo la burocrazia che affligge il Ministero della Pubblica Istruzione è stata per l’ennesima volta chiamata in giudizio, il Tar del Lazio, ha ritenuto ammissibile un ricorso presentato dal Comune di Fiesole (Firenze) e dall’Associazione Scuola della Repubblica, patrocinati dal legale Corrado Mauceri. I magistrati hanno rimandato ogni decisione al 13 luglio, anche perché martedì dovrà pronunciarsi la Corte Costituzionale in merito a ricorsi analoghi presentati da varie Regioni, che rivendicano la loro competenza per alcuni profili di questa materia. Mauceri ha dichiarato alla stampa: «Ora la politica agisca per evitare che in attesa di una decisione da parte del Tar il ministero dell’Istruzione spinga per velocizzare il percorso che porterà al taglio degli organici. Non si parla più di tutte le persone che rischiano di perdere il lavoro».
Salvatore Pizzo
Salvatore Pizzo