“E’ stato un momento di grande partecipazione del popolo delle Libertà, oggi maggioranza nel Paese. È stata una manifestazione di affetto nei confronti di Silvio Berlusconi, il quale – piaccia o meno – resterà nella Storia d’Italia. Diciamoci la verità: il Cavaliere ha cambiato poco (anche se ci ha provato) l’Italia, durante i suoi anni al governo. Di sicuro ha rivoluzionato la politica italiana.

La manifestazione è stato un tributo alla sua persona, l’unico davvero capace di tenere unito le (mille) anime del popolo delle libertà. Ed è anche l’unico che può dare un futuro al centrodestra italiano,”designando l’erede”. Gianfranco Fini è stato designato e lui ha reso omaggio al designatore, in un perfetto gioco delle parti. Ma calandosi subito nel ruolo, ha anche preso sotto il braccio e presentato alla platea lo stoico Umberto Bossi, cercando di apparire già come la cerniera del popolo delle Libertà (anche perchè senza la Lega al Nord non si vince). Il Cav. ha designato l’erede, ma da Padre della Coalizione non si è limitato a questo: ha posto una sorta di condizione. Bisogna fare il Partito delle Libertà! Riguardo Casini, tutta questa voglia di “grande centro” la vedo solamente nei palazzi della politica o tra gli addetti ai lavori. A parte che poi si parla di grande centro e si parla del 10%: non mi sembra cifra grande. L’elettorato si dice di destra o sinistra, al massimo di centrodestra o di centrosinistra: il popolo vuole due poli o meglio due partiti, come pure affermato su un sondaggio recentemente apparso su “Il Giornale”.”. Sono queste le parole dette in un’intervista concessa a Generazione Elle, trasmissione di Radio Radicale, da Gianmario Mariniello, aversano e dirigente nazionale dei giovani di An.

Di red