Nel corso del congresso della Cisl Scuola emiliana (Parma e Piacenza) è rimasta assai delusa quella parte militante del Sindacato, che non accetta un sindacalismo inteso come pratica impiegatizia, fatta da dirigenti sindacali trasformati in compilatori di moduli che nulla fanno per essere attori protagonisti della politica scolastica del territorio, hanno scelto il ruolo di spettatori passivi, con sedi sindacali trasformate in agenzie di servizi e non in luoghi di militanza.

Al Segretario nazionale della Cisl Scuola Francesco Scrima sono stati posti alcuni quesiti specifici, l’elenco è stato purtroppo interrotto da chi aveva forse premura che certi imbarazzanti discorsi fossero al più presto archiviati. A Scrima oltre a rappresentare il disagio di questo “sindacalismo – impiegatizio”, sono state declinate alcune defaillance della Cisl Scuola: essa ha valorizzato e sostenuto personaggi posti anche in ruoli apicali dell’amministrazione, i quali seppur formalmente tesserati non hanno portato mai il dovuto ossequio all’organizzazione che li ha osannati; è stata segnalata l’imbarazzante situazione relativa al fatto si accetta supinamente l’invadenza di un ente, l’Invalsi, che si rifiuta di avere relazioni sindacali a livello territoriale, esso pretende di valutare le scuole pubbliche. Si accetta che nell’Invalsi non vi siano insegnanti, si tollera che addirittura tra i suoi amministratori via sia la preside di una scuola privata. Un sindacato che poco usa gli avvocati per fare in modo che il rispetto dei diritti, quando violati, venga imposto e ristorato dal giudice che è terzo. A Parma si è accettato persino di aprire una scuola dove “per legge” la rappresentanza sindacale non esiste. Si è fatta evincere la mancata volontà di far pesare il fatto che l’Amministrazione si costituisce solo contro i dipendenti quando per un qualche motivo sono costretti a ricorrere al Tar o al giudice del lavoro, ma non lo fa mai quando ci sono processi penali in cui le istituzioni scolastiche sono parte lesa. Una domanda è d’obbligo: siccome Scrima ha glissato e non ha risposto su nulla di tutto ciò, viene da chiedersi: se i dirigenti della Cisl credono di essere titolari di un’agenzia di servizi, è giusto continuarne a farne parte? Una domanda che impone una riflessione.

Salvatore Pizzo – militante sindacale

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