Ci sarebbero anche i tabulati telefonici del Commissariato di governo per l’emergenza straordinaria dei rifiuti in Campania, tra le carte che riguardano le indagini a carico di Giuliano Tavaroli, l’ex numero uno della sicurezza Telecom, raggiunto da un secondo provvedimento d’arresto su richiesta della Procura di Milano perché secondo gli inquirenti sarebbe stato al centro di un’attività di monitoraggio illecito, insieme all’investigatore privato Emanuele Cipriani ed all’ex numero due del Sismi Marco Mancini.

Gli inquirenti sostengono che quest’attività d’indagine clandestina, sarebbe stata compiuta su vasta scala per mettere in atto pressioni e ricatti, ed il fatto che in questa inchiesta c’entri anche la massima autorità che gestisce la controversa e scottante vicenda della “monnezza” campana, la dice lunga sugli interessi e le situazioni che si celano dietro all’emergenza che devasta la nostra regione. Cosa dovessero farci con quei tabulati telefonici non è chiaro.

Intanto, proprio qualche giorno fa il Sindaco di Aversa ha chiesto alla magistratura di intervenire per sanzionare i responsabili del disastro, iniziativa, che seppur tardiva è comunque significativa. Recentemente a proposito dei rifiuti campani, il Pm Raffaele Cantone, della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, in un dibattito tenuto a Villaricca, ha lanciato un grido d’allarme inquietanti, ha detto: «Quando si chiuderà, se si chiuderà, la fase delle discariche abusive i clan della criminalità organizzata della Campania saranno in grado di controllare con loro società il ciclo dell’immondizia. Il fenomeno è attivo e ben strutturato, oltre che essere sempre più forte. La Camorra ha affinato da tempo i propri strumenti d’intervento, come è stato provato da numerose sentenze, già negli anni ‘90 ed ha creato società pulite per occuparsi in modo imprenditoriale dell’emergenza, ma anche della normale attività di eliminazione e riciclaggio dei rifiuti. Stanarle diventa sempre più complesso». Nelle varie inchieste che riguardato la gestione dei rifiuti, oltre a quella ufficiale conferita con gli appalti, spesso è emerso che la Camorra per soldi prende i rifiuti tossici delle aziende del nord, che in questo modo risparmiano, e li sotterra nelle nostre campagne. La cosiddetta ecomafia. Recentemente si è concluso il processo "Madre Terra 2" che tra le parti civili danneggiate da questo affare sporco ha visto figurare anche il Comune di Villa Literno, ed un altro amministratore locale, ha dato anch’egli un segnale di discontinuità da parte della politica locale, rispetto al silenzio colpevole degli anni passati, dopo le condanne ha detto: "Spero che questo tipo di risposte da parte delle Istituzioni siano sempre più frequenti, così da rappresentare un monito per le associazioni malavitose che inquinano i nostri territori". Intanto la Camorra sta cambiando strategia, trovando vita difficile per smaltire i rifiuti tossici a basso costo dalle nostre parti, ha iniziato ad allearsi con Mafia Cinese per esportare i veleni nel paese asiatico, informative di polizia parlano di navi che arrivano nei porti italiani con merci varie e ripartono con carichi tossici. Solo nel porto di Salerno nei primi mesi dell’anno sono stati bloccati e sequestrati 140 container. Salvatore Pizzo