Condannato l’assassino del sindacalista Federico del Prete, confermato l’arresto per la moglie di Setola. Perizia per un bene sequestrato a Bardellino
La Corte d’Assise di Santa Maria Capua Vetere ha condannato a 14 anni Antonio Corvino, affiliato al Clan dei Casalesi che il 18 febbraio del 2002 uccise Federico del Prete, sindacalista che era promotore di un sindacato autonomo degli ambulanti che ebbe il coraggio di denunciare le imposizioni della Camorra. I giudici hanno condannato Corvino anche al pagamento di una provvisionale nei confronti dei familiari della vittima e di un’associazione antiracket costituitasi parte civile. Federico del Prete fu ucciso per aver affrontato il Clan La Torre di Mondragone, i killer lo assassinarono pochi giorni di prima di una testimonianza che avrebbe dovuto rendere in un processo a Santa Maria Capua Vetere contro un vigile urbano di Mondragone, Mattia Sorrentino, arrestato in quanto accusato di riscuotere il “regalo per i carcerati” nella fiera settimanale per conto del clan. Del Prete fu freddato da cinque colpi di pistola 7,65 mentre era nel suo ufficio in via Baracca a Casal di Principe. Insieme ad Antonio Corvino c’erano altri tre complici mai identificati. Un figlio dell’uomo, Gennaro del Prete, sta conducendo una battaglia solitaria contro le astrusità della burocrazia, per vedersi riconosciuto il suo diritto ad essere considerato il figlio di una vittima della camorra: i burocrati dicono che lui formalmente non può esserlo, in quanto il papà nel frattempo si era spostato con un’altra donna dalla quale aveva avuto dei figli.
Confermato l’arresto per la Moglie di Setola
Il Tribunale della Libertà ha confermato la decisione del Gip Egle Pilla del tribunale di Santa Maria Capua Vetere di convalidare l’arresto per la moglie del boss trovata nel covo di via Cottolengo a Trentula Ducenta. Intanto Stefania Martinella è stata trasferita dal carcere di Pozzuoli a quello di Latina. La donna è accusata della ricettazione di 15mila euro, trovati nel covo, detenzione abusiva di arma e munizioni aggravata dal fine di favorire l’associazione mafiosa del clan dei Casalesi.
Bardellino ed il cortile
Intanto da Latina è arrivata la notizia che il locale Tribunale ha nominato un perito, che dovrà fare un accertamento su un cortile che era tra i beni confiscati nei mesi scorsi all’ex sindaco di San Cipriano d’Aversa, Ernesto Bardellino. Il perito Salvatore Pannunzio in un mese, dovrà fare chiarezza sul cortile che lo stato intende confiscare, il difensore ha invece nominato come proprio consulente Aldo Di Russo.