Mentre da noi l’ippica continua a produrre lavoro e quindi reddito per decine di famiglie, nonostante l’ippodromo “Cirigliano” di Aversa venga attaccato continuamente dalla Camorra e da chi attraverso la stampa vuole strumentalizzare questo dramma che la comunità ippica sta contrastando in tutti modi, altrove capita dell’altro che merita una riflessione.

E’ il caso dell’Ippodromo “Le Mulina” di Firenze, una struttura in crisi che sta chiudendo che con meno difficoltà di quelle aversana, negli ultimi anni ha arrancato fino a bloccarsi. Nel capoluogo toscano sono in forse 75 posti di lavoro dei dipendenti di “Ippodromi&Città”, la stessa società che gestisce l’ippodromo di Napoli, dove qualcuno vorrebbe dirottare le giornate di corse e quindi i flussi di gioco aversani, uno scenario paventato qualora il “Cirigliano” venisse costretto a chiudere sotto la morsa della Camorra e delle lobby politico ippiche, che per loro interessi usano ad arte il dramma del nostro territorio. Il comune di Firenze ha emesso un bando per la gestione che viene ritenuto inaccettabile, intanto ha concesso una proroga al vecchio contratto per il solo mese di gennaio, ma per adesso “Ippodromi&Città” ha detto che risponderà il dicembre, amministrata da Gaetano Papalia, personaggio molto vicino al partito dei Verdi. La dimostrazione che altri “blasonati” arrancano, mente qui da noi nonostante tutto siamo leader di mercato.

sa.pi. 

Di red