Il Consiglio regionale della Campania ne ha deliberato lo scioglimento e, invece, l’Ersac (Ente Regionale per lo Sviluppo Agricolo) continua a svolgere normalmente le proprie attività, investendo ingenti risorse in iniziative che puntualmente non vengono attuate in maniera efficace e razionale. E’ paradossale! Ancora una volta (l’organizzazione carente del Vitigno Italia parla chiaro), siamo costretti a constatare l’assenza di una strategia complessiva e l’assoluta mancanza di una regolamentazione.

Un atteggiamento intollerabile che ho denunciato in più occasioni: non è certo un caso, il fatto che sia stato fra i primi consiglieri a sostenere la necessità di sciogliere l’Ersac. La mancanza di una concertazione vera con gli attori istituzionali, con le associazioni di categorie e con le imprese, nonchè la discrezionalità dei criteri utilizzati per l’individuazione delle iniziative da promuovere non hanno contribuito efficacemente alla valorizzazione del Made in Campania. Anzi, negli ultimi anni, maggiormente proiettato sulla mera pubblicità, piuttosto che su azioni di immediato impatto sul mercato, l’assessorato alle Attività produttive ha finito per compiere scelte inadeguate. E anche piuttosto criticabili, come quella recente relativa allo stanziamento di 150 mila euro per la partecipazione al Salt expò. Ma una manifestazione dedicata al sale, a Napoli, ha davvero prodotto risultati positivi? Nutro seri dubbi a tal proposito. Ma le mie perplessità non sono solo legate all’organizzazione degli eventi (o pseudo- tali) mirati alla promozione dei nostri prodotti, ma anche al disegno di legge che sembra voler far convergere due agenzie (Ersac e Ersva) e due società di capitale (Asc ed Efi) in un unico organismo, un’Agenzia per lo sviluppo regionale. Non nego di essere estremamente perplesso sull’idea di riunire due tipi di organismi, giuridicamente molto diversi. Ciò che spero, adesso, è soltanto che si dia presto un seguito alla Finanziaria, con la quale si prevedeva lo scioglimento dell’ente di promozione agroalimentare. Se la legge successiva allo scioglimento dell’Ersac non dovesse essere approvata entro giugno, i dipendenti dell’ente rischierebbero seriamente di restare senza lavoro. Un rischio che abbiamo il dovere di sventare ad ogni costo.

 Nicola Caputo – Consigliere Regionale del’Udeur