“Non solo Casalesi”, lettera pubblicata
dal quotidiano L’Informazione (Parma)

Egregio Direttore, in questi ultimi mesi non ho potuto fare a meno di prestare attenzione agli articoli riportati dalle principali fonti d’informazione quali testate giornalistiche, filmati, noti libri, ove viene portato alla luce della cronaca nera il mio paese d’origine, Casapesenna,confinante con il sicuramente più noto Casal di Principe, dal quale prende nome il talvolta dispregiativo appellativo “Casalese”. Fermo restando che nella provincia di Caserta la malavita purtroppo esiste, con questa lettera voglio far presente a tutti che, come in tutte le cose, è sbagliato generalizzare, e ritengo pertanto scorretto associare automaticamente la provincia di Caserta con la delinquenza, con la malavita ed attività illecite. Inoltre, siccome in questo caso il concetto discriminante è proprio l’appartenenza ad un’area geografica, ritengo che l’opera di errata o incompleta informazione da parte dei media pecchi di xenofobia e razzismo (oltre che di populismo), nonostante si tratti comunque del nostro territorio italiano. E’ ormai noto che dagli anni ’70 in poi vi è stata una forte migrazione di Campani verso il centro nord, specialmente in Emilia Romagna. E’ altresì noto che i Campani si sono inseriti nei diversi settori dell’economia locale, con prevalenza in quello edilizio, ed è proprio parlando di questo settore che l’informazione spesso associa l’attività di giovani imprenditori al riciclaggio, affiliazioni ad organizzazioni camorristiche, delinquenza e criminalità organizzata. Ciò che non appare così noto o che non si vuole ammettere è, invece, che la maggioranza di queste persone vive e lavora onestamente, contribuendo al benessere della nazione come tutti i cittadini Italiani, come tutti coloro che lasciano il paese d’origine per costruire un futuro migliore per la propria famiglia, conservando radici affettive con la propria terra natia,e come tutti coloro che, a proprio modo, sopportano sacrifici sperando in un avvenire più felice. La mia famiglia e quella del mio socio sono originarie di Casapesenna, i nostri cognomi sono comuni in paese, Piccolo e Cantile, la nostra società si chiama Pi. Ca.Costruzioni. Abbiamo iniziato a lavorare insieme a 18 anni nel 1996, aggiudicandoci piccole commesse pubbliche in Campania, per poi crescere ed espanderci in altre regioni italiane, tra cui Marche,Umbria, Toscana ed infine Emilia Romagna, a Nonantola (Mo) dove viviamo con le nostre famiglie ed i nostri figli. La nostra storia imprenditoriale, ad oggi, è una storia fortunata in quanto i successi hanno superato le sconfitte. Oggi infatti, siamo orgogliosi di aver costruito scuole, ospedali, caserme,strade, centri sportivi, cimiteri, alloggi pubblici oltre a tanti appartamenti, villette, capannoni e uffici.Siamo contenti di dar lavoro a circa 60 dipendenti ed a decine di imprese artigiane. La nostra storia imprenditoriale però ha comportato scelte difficili, notti insonni, paure che solo chi ha sempre rischiato tutto può capire. La nostra storia è una storia di sacrifici, di lavoro vero, di lavoro onesto, di passione per l’attività che svolgiamo, di unione familiare negli obbiettivi che ci poniamo, di innovazione per raggiungere cose nelle quali crediamo. Siamo cresciuti grazie alla fiducia che le banche e i fornitori hanno saputo darci. La nostra storia è una storia di trasparenza e di rapporti sinceri. Ed è per questo Direttore che Le confesso che è davvero doloroso avere l’etichetta dei camorristi,malavitosi, delinquenti solo perchè abbiamo origini Campane. Spero che questa lettera possa far riflettere tutti coloro che trovano una ragione nel discriminare persone come noi come soggetti pericolosi, etichettarci come persone di malaffare o praticanti attività in qualche modo illegali. L’augurio che faccio a tutti per questo Natale è di riuscire a sforzarsi di distinguere le persone non per area geografica ma per ciò che fanno per se stessi e per gli altri, per i valori nei quali credono e per i quali sono disposti a far fronte a sacrifici.
Raffaele Cantile Nonantola (Mo)

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(ndr) Casapesenna si trova nell’Aversano