
Vedere la pazzia da vicino, è quanto di più destabilizzante possa vivere un essere umano, non si tratta solo di mera preoccupazione, della paura dell’imprevedibilità delle azioni di una mente dalle logiche sconnesse. C’è qualcosa di recondito che inquieta l’animo di chi osserva, il non capire il limite, il confine preciso che separa la follia dalla normalità, il “noi” dal “loro”, ed è proprio la diversità ancor più del pericolo a produrre molto spesso emarginazione.
Com’è noto, negli Ospedali Psichiatrici Giudiziari non sono rinchiusi esclusivamente detenuti pericolosi, che si sono macchiati di gravi reati a causa di una mancanza di senno, a riempiere purtroppo le celle, ci sono tanti malati dimenticati dallo stato, uomini e donne bisognosi di cure e di attenzioni continue e costanti, lasciati nel più totale abbandono. Luoghi di nessuno, che invece di curare, annientano i detenuti quasi come a volerli cancellare per non turbare il resto di una società che si autodefinisce “sana”. La commissione parlamentare d’inchiesta sull’efficacia e l’efficienza del servizio sanitario nazionale ha effettuato nel 2010 ripetuti sopralluoghi nei 6 OPG presenti in Italia, definendo le modalità di attuazione osservati in tali strutture inadeguate, con pratiche cliniche carenti e in alcuni casi lesive della dignità della persona.
Da qui parte l’inchiesta sulla situazione dell’Opg di Aversa ampiamente esaminata in Doc3, documentario programmato sull’emittente televisiva nazionale Rai3.
Riportiamo di seguito il video dell’approfondimento.
Ester Pizzo
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