cimarosa domenico Uno dei capolavori del melodramma giocoso settecentesco, Il matrimonio segreto di Domenico Cimarosa, sarà in scena al Teatro Regio dal 14 al 24 marzo nell’applauditissimo allestimento di Michael Hampe, prodotto dal Regio in collaborazione con l’Opéra de Monte-Carlo. Il podio dell’Orchestra del Teatro Regio darà il benvenuto al maestro Francesco Pasqualetti, giovane e già affermato direttore che si è distinto per le sue conduzioni sia operistiche sia sinfoniche.

La regia ormai classica di Michael Hampe, ripresa da Vittorio Borrelli per questa edizione dell’opera, esalta la grazia settecentesca della partitura di Cimarosa, consentendo a una trama ricca di colpi di scena di svolgersi con agilità e chiarezza. I costumi, in deliziosi colori pastello e frivoli al punto giusto, sono di Martin Rupprecht; le scene, essenziali e intelligenti, sono di Jan Schlubach e le luci di Andrea Anfossi.
Il 7 febbraio 1792 fu una giornata sfiancante per i primi interpreti del Matrimonio segreto di Cimarosa: l’opera debuttava al Burgtheater di Vienna e sembrava che lo spettacolo non dovesse finire mai; il pubblico era talmente divertito ed entusiasta che fece durare l’opera molto più del previsto, per via dei lunghissimi applausi e dei numerosi bis. Una volta chiuso il teatro, i cantanti non riuscirono ad andare subito a riposare: anche l’imperatore Leopoldo II si era innamorato al primo ascolto del Matrimonio e, dopo aver invitato tutti a cena, fece ripetere privatamente l’intera rappresentazione. A un successo così folgorante corrispose una fama internazionale duratura: l’opera fu presto allestita nei maggiori teatri d’Europa e del mondo per restare ininterrottamente in cartellone.
Uno dei segreti del successo di quest’opera è nell’argomento e nel garbo con cui musicista e librettista seppero trattarlo: è una commedia sentimentale che mette in scena le ansie e le difficoltà di due giovani amanti infelici in un contesto di pettegolezzi, scortesie ed egoismi. Benché ci siano degli elementi caricaturali (il pubblico aristocratico viennese avrà sicuramente riso del borghese babbeo con sogni di nobiltà), l’elemento fondamentale della commedia è l’espressione positiva dei valori etici del tempo e in particolare della difesa dei sentimenti naturali sostenuti da Rousseau: nell’opera, le ragioni del cuore sconfiggono quelle dell’interesse. La vicenda era già stata portata sulle scene molte altre volte in Francia e in Inghilterra: essa trae origini da un ciclo di incisioni dell’inglese William Hogarth (Le Mariage à la mode, 1943-45) che illustra una storia tragica dai contorni satirici; nelle versioni teatrali, come quella di George Colman senior e David Garrick cui si ispirò Bertati, il dramma si tramuta in commedia e, nell’opéra-comique francese, si carica di sentimentalismo.
Il librettista, Giovanni Bertati, raccoglie e stempera questi elementi in un testo di grande efficacia: il brillante, il tenero, la sorpresa, la satira sono sapientemente equilibrati per creare lo spazio ideale in cui la musica di Cimarosa può espandersi. Le sue melodie, schiette e gentili, pervadono ogni angolo della commedia, passando dal tono intimo e patetico a quello frizzante, e assicurando a tutti i personaggi, anche a quelli più ridicoli, una credibile dimensione umana. L’opera si contraddistingue per l’ingenuità e la serenità che esprime: questo colore placido e imperturbabile si tinge suo malgrado di venature malinconiche perché il Matrimonio è il frutto maturo e perfetto di un’epoca, l’ancien régime, che stava tramontando, di un gusto che stava rapidamente e inevitabilmente esaurendosi.
L’opera risponde fedelmente alle aspettative del pubblico viennese di fine Settecento: si basa su una fonte letteraria di respiro cosmopolita, rinuncia a ogni eccesso caricaturale, è organizzata in due atti e riserva largo spazio ai numeri d’assieme (si contano svariati duetti e terzetti, un quartetto, un quintetto e due ampi finali).
L’azione si svolge a Bologna, nella residenza – apparentemente tranquilla – del ricco mercante Geronimo. L’uomo sogna un matrimonio aristocratico per entrambe le sue figlie ma ignora che una di loro, la piccola Carolina, ha già sposato segretamente Paolino, il ragazzo che lavora nella bottega di famiglia. Per ottenere da Geronimo il benestare al matrimonio, Paolino intende chiedere aiuto allo squattrinato conte Robinson, il suo precedente padrone, che sta giungendo in città per chiedere la mano di Elisetta, sorella maggiore di Carolina, in cambio di una generosa dote. Geronimo ed Elisetta sono entusiasti dell’offerta del conte e prospettano un futuro brillante, ma all’arrivo dell’uomo l’esaltazione si trasforma in scompiglio: Robinson s’innamora a prima vista di Carolina, rifiuta Elisetta e, naturalmente, sembra poco incline ad aiutare Paolino a conquistare l’approvazione del suocero. La situazione dei giovani sposi si complica ulteriormente quando Fidalma, sorella vedova di Geronimo, dichiara il suo amore a Paolino credendo di essere ricambiata. Per risolvere i loro problemi, Carolina e Paolino decidono di fuggire insieme di notte ma, all’ora concordata, tutta la casa entra in subbuglio. I membri della famiglia si svegliano, fanno capolino dalle loro stanze, discutono, lanciano accuse, si accalorano, finché i due giovani sposi rivelano il loro segreto: Robinson acconsente quindi di sposare Elisetta e Geronimo, bonariamente, accetta la situazione e perdona tutti.
Il maestro Francesco Pasqualetti è laureato con lode in filosofia a Pisa e si è perfezionato in direzione d’orchestra alla Royal Academy of Music di Londra con Sir Colin Davis e Colin Metters, all’Accademia Musicale Chigiana con Gianluigi Gelmetti – dove riceve il “Diploma d’Onore” al termine dei suoi studi – e all’Accademia Musicale di Stresa con Gianandrea Noseda. Recentissimo il debutto con la BBC Philharmonic di Manchester, con la quale esegue la Seconda Sinfonia di Rachmaninoff, su invito del maestro Noseda. Nel 2009 Sir Colin Davis invita il giovane direttore sul podio della London Symphony Orchestra per un concerto nell’ambito del LSO Discovery Scheme. Nell’estate di quest’anno sarà assistente e Cover Conductor del maestro Noseda al Festival di Aix-en-Provence per la nuova produzione di Rigoletto con la London Symphony Orchestra.
Questa edizione del Matrimonio segreto farà affidamento su un cast tutto italiano: Carolina sarà Barbara Bargnesi, il giovane soprano genovese più volte applaudito al Teatro Regio nelle passate Stagioni. Geronimo sarà interpretato dal basso Paolo Bordogna, un interprete dalla voce brillante ed estesa e dalle grandi capacità attoriali. Il giovane tenore Emanuele D’Aguanno sarà l’innamorato Paolino; il baritono Roberto de Candia, strepitoso Figaro della scorsa Stagione al Regio, sarà il Conte Robinson; Chiara Amarù vestirà i panni di Fidalma ed Erika Grimaldi quelli di Elisetta. Maestro al fortepiano sarà Giulio Laguzzi.
Nel corso delle sette recite, in alcuni ruoli protagonisti si alterneranno Rosa Feola (Carolina) e Matteo Falcier (Paolino).
La produzione de Il matrimonio segreto si avvale del sostegno di Italgas, Partner Sostenitore del Teatro Regio.
Il matrimonio segreto sarà presentato al pubblico da Paolo Gallarati nell’Incontro con l’Opera che si terrà al Piccolo Regio Puccini mercoledì 13 marzo alle ore 17.30.
La prima dell’opera sarà trasmessa in diretta da Rai-Radio3 giovedì 14 marzo alle ore 20.

 

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Melodramma giocoso in due atti
Libretto di Giovanni Bertati
dalla commedia The Clandestine Marriage
di George Colman senior e David Garrick
Musica di Domenico Cimarosa

Personaggi Interpreti
Carolina, figlia minore di Geronimo,
sposa segreta di Paolino soprano Barbara Bargnesi
Rosa Feola (20, 22)
Il signor Geronimo,
ricco mercante basso
Paolo Bordogna
Paolino, giovane di negozio
di Geronimo tenore Emanuele D’Aguanno
Matteo Falcier (20, 22)
Il conte Robinson baritono Roberto de Candia
Fidalma, sorella di Geronimo,
vedova ricca mezzosoprano Chiara Amarù
Elisetta, figlia maggiore di Geronimo,
promessa sposa al conte Robinson soprano
Erika Grimaldi

Maestro al fortepiano Giulio Laguzzi

Direttore d’orchestra Francesco Pasqualetti
Regia Michael Hampe
ripresa da Vittorio Borrelli
Scene Jan Schlubach
Costumi Martin Rupprecht
Luci Andrea Anfossi

Orchestra del Teatro Regio
Allestimento Teatro Regio
in coproduzione con Opéra de Monte-Carlo

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Di red